Rette universitarie, a Napoli la più alta del centro sud

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Con l’inizio dell’anno accademico, migliaia di studenti in tutta Italia hanno cominciato un nuovo capitolo della propria vita. Molti di loro si ritrovano infatti per la prima volta ad abitare fuori dalla casa dei genitori, magari condividendo un appartamento con altri studenti. Una delle difficoltà maggiori che incontrano riguarda ovviamente la gestione dei costi: per aiutare i giovani a “tirare le somme” Uniplaces, il brand leader nel settore degli affitti per studenti universitari, ha analizzato i costi medi nelle principali città universitarie italiane per diverse categorie di acquisti, prendendo in considerazione le spese relative a retta universitaria, affitto inclusivo di bollette, trasporti pubblici, ristoranti e bar.

Napoli – la più economica per uscire la sera spendendo poco
Frequentare l’università a Napoli non è particolarmente economico: la retta annua media (1153 euro[1]) è infatti più alta rispetto a molte altre università del centro-sud. A parte questo, i costi per vivere in città sono decisamente abbordabili. Affittare una stanza in appartamento condiviso costa circa 323 euro[2], una cifra accessibile. Il quadro migliora ulteriormente se si guarda al costo di una cena fuori, che parte dai 10 euro[3], o di una birra, che può costare anche 3,50 euro. Sono prezzi tra i più vantaggiosi riscontrati nel campione analizzato: anche mettendo in conto di spendere un po’ di più per la retta, Napoli si dimostra una meta adatta a tutte le tasche.

Catania – affitti tra i più bassi d’Italia, ma rette universitarie piuttosto elevate
Studiare all’ombra dell’Elefante offre molti vantaggi. Oltre a quelli dati dalla bellezza della città e dalle specialità culinarie, Catania si distingue infatti per l’avere un costo della vita particolarmente basso. Questo vale per gli affitti (si spendono in media 317 euro per una stanza in appartamento condiviso), ma anche per la vita notturna e per i mezzi pubblici (l’abbonamento per studenti costa solo 20 euro al mese). Di contro, la retta universitaria (1134 euro in media) è piuttosto elevata rispetto ad altre città del sud.

Roma – affitti tra i più alti d’Italia
Studiare a Roma ha pregi e difetti: da un lato c’è il privilegio di poter vivere in una città straordinaria per cultura e storia, che attira frotte di turisti da tutto il mondo; dall’altro c’è l’inconveniente di dover pagare prezzi turistici per affittare, mangiare e spostarsi. Questo porta i prezzi di Roma molto vicino a quelli delle città universitarie del nord, con affitti che si aggirano attorno ai 475 euro. La retta universitaria varia da università a università; negli atenei pubblici il costo medio è di circa 1130 euro.

Firenze – affitti elevati, ma rette universitarie accessibili
Vivere a Firenze non costa poco: gli affitti sono in linea con le maggiori città del centro-nord, con un costo medio di 457 euro per una stanza singola in appartamento condiviso. Una cifra che può sembrare molto buona, se raffrontata ai costi di Milano e Roma, ma che si rivela molto più alta rispetto ad altre importanti mete universitarie come Torino e Padova. La nota positiva arriva però dai costi per lo studio. La retta universitaria ammonta infatti a 643 euro, in media: una cifra incredibilmente bassa – la media nazionale è di 1047 euro – seconda solo a quella richiesta dall’Università di Bologna.

Bologna – l’università con la retta più bassa
L’Alma Mater è una delle università più antiche d’Italia, nonché una delle più rinomate. Meno noto è il fatto che questo ateneo quasi millenario vanti anche delle rette annue particolarmente economiche, che in media si aggirano attorno ai 587 euro. Per gli studenti a basso reddito il costo crolla ulteriormente, attestandosi sui 160 euro: un terzo di quanto si spende in media nel resto d’Italia. L’altro lato della medaglia è il costo della vita in generale, che è più alto rispetto ad altre città del centro-nord come Torino, Padova o Firenze. Affittare una stanza a Bologna costa circa 453 euro; è il prezzo per vivere in una delle città universitarie più vivaci d’Italia.

Padova – l’università più cara, ma anche la città più economica del nord
A prima vista, Padova può sembrare una scelta molto costosa per uno studente: la retta universitaria media annuale è infatti la più alta tra tutte quelle prese in esame (circa 1297 euro). Anche i trasporti pubblici non sono economici e, se si esce la sera, si paga più o meno come nelle altre città del nord Italia. Se si include nel conteggio anche il costo dell’affitto, però, si scopre che studiare a Padova è molto più conveniente che altrove: il canone mensile medio per una stanza singola in appartamento condiviso si aggira infatti attorno ai 313 euro. Un vero affare, se confrontato con le altre grandi città universitarie del nord.

Milano – la città con gli affitti più costosi
“Milan l’è on gran Milan”, ma anche i suoi prezzi sono grandi. Le rette possono variare molto in base all’ateneo scelto, ma in generale sono tra le più alte d’Italia. Lo stesso vale per gli affitti, che cambiano da quartiere a quartiere ma si attestano in media sui 484 euro al mese. È il contrappasso di vivere in una metropoli internazionale, che offre a un giovane la possibilità di studiare qualsiasi cosa e, in seguito, l’opportunità di trovare lavoro più facilmente che altrove.

Torino – la più economica del nord per mangiare fuori e divertirsi
Il capoluogo piemontese vanta, in generale, dei prezzi competitivi rispetto alle altre città del nord sia per quanto riguarda la retta universitaria (che ammonta mediamente a 1111 euro l’anno) che per gli affitti (331 euro circa al mese). La caratteristica più interessante, dal punto di vista economico, riguarda però il costo ridotto di ristoranti e bar. A Torino si può cenare anche con 12 euro – a patto di non essere in cerca di uno chef stellato, ovviamente – mentre il prezzo medio nelle altre città universitarie del nord è di circa 15 euro. Anche i bar sono piuttosto economici, il che consente a uno studente di godersi la città appieno.