Ri/Generarsi di Enza Monetti, da Napoli a Piacenza l’etica del lavoro si trasforma in gesto artistico

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In foto Duoble, opera di Enza Monetti

di Fiorella Franchini

Arte contemporanea e produzione industriale si fondono in una mostra site specific dell’artista napoletana Enza Monetti curata da Barbara Martusciello per la SAIB di Piacenza. Dal 1962 l’azienda, specializzata nel riutilizzo degli scarti di altre lavorazioni del legno, crea pannelli di truciolato utilizzati nell’industria del mobile. Ri/Generarsi coniuga la ricerca artistica di Enza, da anni impegnata a trasmettere un messaggio di maggiore consapevolezza per la natura di cui siamo parte, con la scelta ecosostenibile ed ecocompatibile della fabbrica piacentina. Undici installazioni di grandi dimensioni e appositamente realizzate e allestite, dal 13 dicembre al 29 febbraio 2020, per gli spazi di rappresentanza della ditta che riaffermano il parallelo tra Arte e Ambiente sempre presente nelle esposizioni della Monetti. Usando legno, carta, ferro, alluminio, tessuti, scarti recuperati nelle diverse fasi del processo di lavorazione della SAIB, l’artista rinnova e propone una corrispondenza amorosa di poesia, immagini e materiali che sprigionano energia vitale, significati lirici e civili che riescono costantemente a emozionare.

In foto “Defence – sagome in ferro zincato” (particolare), di Enza Monetti

Tra le sue mani l’anima degli alberi ancora imprigionata tra i trucioli si libera in puro estro e torna ad essere simbolo universale, essenza di fragilità e vulnerabilità mista a un profondo sentimento d’infinito. Una sperimentazione dinamica in cui il gesto artistico si associa a un prodotto naturale e, al tempo stesso, tecnologico per arricchirsi di altri significati. La SAIB recupera 420.000 tonnellate di legno per la trasformazione in pannelli grazie al lavoro di 210 dipendenti, con un fatturato annuo di 118 milioni di euro, un’eccellenza tutta italiana. Due diversi modi di creare si combinano in un’incessante scoperta e rielaborazione che è il segno di una creatività vitale e solidale, nel mondo artistico come in quello imprenditoriale, di un’etica del lavoro intrinseca che rimanda a un legame originario con l’elemento primigenio. “L’albero non è innanzitutto un seme, poi un gambo, poi un tronco vivente, e quindi del legname morto. – ha scritto Antoine de Saint-Exupéry – L’albero è una lenta, durevole forza che tende a vincere il cielo”.