Ricerca, “affamare i tumori”: scoperto un nuovo meccanismo

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(foto da Pixabay)

Una nuova variante proteica, espressa esclusivamente dai vasi sanguigni tumorali, è stata scoperta nell’ambito di uno studio sostenuto da AIRC presso l’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Communications, forniscono informazioni importanti per rendere gli approcci terapeutici più efficaci. In uno studio diretto da Claudia Ghigna, dell’Istituto di genetica molecolare Luigi Luca Cavalli-Sforza del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia (Cnr-Igm) è stata individuata una nuova variante proteica espressa unicamente sulla superficie dei vasi sanguigni tumorali. “Questa nuova variante contribuisce a rendere il cancro più aggressivo e rappresenta un nuovo marcatore tumorale e un possibile bersaglio molecolare”, spiega la ricercatrice. “La crescita dei tumori è infatti strettamente correlata ai nutrienti forniti dai vasi sanguigni associati al tumore: lo sviluppo di questi ultimi quindi una possibile strategia terapeutica per ‘affamare’ il tumore e maggiormente suscettibile alla chemioterapia”. Lo studio mostra come, attraverso il meccanismo noto come ‘splicing alternativo’, le cellule dei sanguigni producano una nuova variante della proteina UNC5B mai consultato prima, UNC5B-8.