Ricerca, Cnr: congelare acqua a 20 gradi attraverso campi elettrici intensi

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Un gruppo di ricerca dell’Istituto per i processi chimico-fisici del Consiglio nazionale delle ricerche e di IBM Research Europe ha dimostrato, attraverso metodi avanzati di simulazione, che e’ possibile congelare l’acqua liquida in un nuovo stato vetroso a temperatura ambiente tramite l’applicazione di campi elettrici intensi. Lo studio e’ pubblicato su Nature Communications. Sulla possibilita’ di congelare l’acqua allo stato liquido tramite l’applicazione di un campo elettrico se ne discute fin dalla seconda meta’ dell’Ottocento, quando il fisico Louis Dufour pavento’ tale possibilita’ e innesco’ nella comunita’ scientifica un acceso dibattito sulla possibilita’ di applicare anche all’acqua la tecnica dell‘electrofreezing, o elettrocongelamento, cioe’ la cristallizzazione di una sostanza indotta da campi elettrici, analogamente a quanto avviene in molti processi naturali e tecnologici, dalla dinamica troposferica alla chimica degli alimenti, dal raffreddamento dei microchip alla microfluidica e alla catalisi. Si pensi, ad esempio, che il processo di congelamento dei fiocchi di neve e’ fortemente alterato in presenza di campi elettrici.

I ricercatori hanno indicato tale nuova fase con il nome di ferroelectric glassy water (f-GW), letteralmente “acqua vetrosa ferroelettrica”. “La fase dell’acqua vetrosa ferroelettrica si aggiunge al gia’ ricco insieme di strutture che caratterizzano il diagramma di fase della sostanza chimica piu’ studiata, che compendia piu’ di 20 fasi cristalline note”, spiega Giuseppe Cassone (Cnr-Ipcf). “Tale scoperta non solo rappresenta un importante tassello nella comprensione del comportamento fondamentale dei liquidi e delle loro transizioni di fase, ma ha implicazioni profonde sulle strutture assunte dall’acqua nei sistemi biologici, nei fenomeni planetari e in sistemi di interesse tecnologico”, prosegue il ricercatore Cnr. L’acqua, infatti, e’ presente in numerose reazioni e processi che utilizzano campi elettrici simili a quelli necessari ad innescare questa transizione: ad esempio reazioni enzimatiche e nei microchip, nei quali l’acqua e’ usata come liquido raffreddante. “Ma anche l’atmosfera terrestre e quella di molti esopianeti sono ricche di acqua e presentano intense attivita’ di fulminazione”, aggiunge Fausto Martelli (IBM) “Infine, le superfici di una lunga serie di minerali bagnati dalle acque naturali esibiscono campi elettrici spontanei ancora piu’ intensi di quelli necessari alla trasformazione dell’acqua liquida nella sua controparte vetrosa ferroelettrica”. Questa nuova fase sembra quindi essere presente in molti contesti biologici, naturali e tecnologici. La sua comprensione potra’ portare a importanti innovazioni, dalla modulazione delle interazioni tra antibiotici e proteine con membrane biologiche, alla ottimizzazione dell’effetto di raffreddamento in microelettronica, con conseguente impulso alla corsa per la miniaturizzazione.