Ricerca, Cnr: Dal Dna del miele i codici per salvaguardare l’ape italiana

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(foto da Pixabay)

Conoscere e conservare la biodiversità delle api italiane e garantire qualità e tracciabilità del loro miele grazie a innovative tecniche di analisi del DNA. Nella Giornata Mondiale delle Api, che si celebra in tutto il mondo il 20 maggio, debutta il nuovo progetto italiano di ricerca BEE-RER-2. “Le api sono essenziali per l’equilibrio dei nostri ecosistemi e svolgono un ruolo fondamentale in agricoltura con la loro attività di impollinazione; inoltre, ci forniscono il miele e diversi altri prodotti dell’alveare come propoli, polline, pappa reale e cera”, spiega Luca Fontanesi, professore al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna che coordina il progetto. “La salvaguardia di questi insetti sociali è una priorità mondiale e per questo bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica sul loro ruolo e la loro importanza”. Al centro del nuovo progetto BEE-RER-2 – che nasce sulla base dei risultati ottenuti durante il precedente progetto BEE-RER – c’è la ricostruzione del genoma completo dell’ape e la messa a punto di nuovi approcci di analisi del DNA del miele, per scoprire le tracce lasciate dalle api che lo hanno prodotto. “Oggi le api sono minacciate dal cambiamento climatico e dagli agenti inquinanti, tra cui diversi fitofarmaci, che impattano negativamente sulla loro biologia”, dice ancora Fontanesi. “Questi fenomeni a loro volta hanno un impatto negativo sulla biodiversità e favoriscono la diffusione di patogeni e di nuovi nemici delle api”.
Per rispondere a questi problemi, gli studiosi di BEE-RER-2 applicheranno nuove tecnologie di analisi del DNA che permettono di sequenziare completamente il genoma dell’ape e decodificare così la biodiversità dell’Apis mellifera ligustica, l’ape italiana. I ricercatori sono infatti riusciti a mettere a punto un metodo che permette di analizzare il genoma dell’ape attraverso le tracce del suo DNA che si ritrovano nel miele: in questo modo sarà possibile valutare la biodiversità delle popolazioni di api presenti in Emilia-Romagna. “Il miele contiene il DNA ambientale, cioè il DNA che deriva da tutti gli organismi che direttamente o indirettamente sono venuti a contatto con il miele lungo il suo percorso di formazione, dal nettare delle piante fino al suo confezionamento”, conferma Fontanesi. “Queste tracce ci permettono di risalire a un gran numero di importanti informazioni che abbiamo appena iniziato a decodificare”.