Ricerca, Cnr e Federico II: nello studio delle piante i ricercatori scelgono solo le più belle

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(foto da Pixabay)

Steli più alti e fiori dai colori sgargianti. Sono queste le caratteristiche che attirano di più l’attenzione dei ricercatori impegnati nello studio delle piante. Insomma vengono scelte solo ‘le più belle’ a dispetto anche di rischi di estinzione e criticità ecologiche. A rivelarlo è stato uno studio pubblicato su Nature Plants. I ricercatori dell’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche di Verbania (Cnr-Irsa), delle Università di Torino e Federico II di Napoli, dal Museo di scienze naturali di Berlino e della Curtin University in Australia, sono arrivati alla conclusione che “per gli scienziati ‘di campo’ la scelta delle specie da studiare potrebbe essere influenzata da fattori estetici”. Una conclusione arrivata analizzando 113 specie delle Alpi sud-occidentali, menzionate in 280 pubblicazioni scientifiche negli ultimi 45 anni. Secondo il team composto tutto da giovani ricercatori, “sul lungo periodo” la scelta potrebbe introdurre una distorsione negli sforzi di ricerca.” Ma come quantificare questo bias? Le pia, ricordano i ricercatori, hanno giocato un ruolo significativo nell’evoluzione della scienza moderna e le loro proprietà continuano ad essere al centro di importanti ricerche. Martino Adamo, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino e primo autore dello studio, spiega che “in questo studio abbiamo analizzato 280 articoli sottoposti a peer-review dedicati a 113 specie di piante tipiche delle Alpi sud-occidentali, pubblicati negli ultimi 45 anni. Abbiamo scoperto che alcune caratteristiche morfologiche, come gli steli più alti e i fiori dai colori ben visibili, siano tra i tratti che maggiormente attirano l’attenzione dei ricercatori”.