Ricerca, così la curcumina diventa un’arma contro i super batteri

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La curcumina, il composto che conferisce alla curcuma il suo caratteristico colore giallo brillante, può essere potenzialmente utilizzata per ridurre la resistenza agli antibiotici. I ricercatori della Texas A&M University sono partiti da un tragico caso clinico: nel 2017 una donna fu ricoverata in una ospedale del Nevada per una polmonite, la paziente è morta per una insufficienza multiorgano e per sepsi; la causa è stata un ceppo di batteri che aveva sviluppato una forte resistenza tanto da respingere l’effetto di 26 antibiotici. Partendo da questo caso i ricercatori hanno dimostrato che “quando la curcumina viene somministrata intenzionalmente ai batteri – come cibo – e poi attivata dalla luce, può innescare reazioni deleterie all’interno di questi microbi, fino a ucciderli”, riporta lo studio i cui risultati sono pubblicati sulla rivista ‘Scientific Reports’. Secondo il lavoro è anche “economicamente vantaggiosa”, un fattore non trascurabile per ridurre la spesa sanitaria in antimicrobico resistenza non solo nei paesi in via di sviluppo. Prima degli antibiotici, nel mondo “le malattie infettive erano la principale causa di morte e disabilità. Con l’avvento di questi farmaci salvavita, la durata della vita umana è aumentata in media di 23 anni. Negli ultimi decenni – ricorda lo studio – mentre la scoperta di nuovi antibiotici si è stabilizzata, i batteri resistenti alle terapie sono diventati contemporaneamente più comuni, inaugurando l’era dei superbatteri, come lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Mrsa), l’enterococco resistente alla vancomicina e la polmonite, che sono tutti estremamente difficili da trattare”.