Ricerca, così si ripara la mielina: via italiana contro la sclerosi multipla

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Dalla ricerca italiana una scoperta che promette di aiutare la lotta alla sclerosi multipla. Un gruppo di scienziati coordinati da Maria Pia Abbracchio dell’università Statale di Milano – farmacologa in corsa per il ruolo di prossimo rettore dell’ateneo guidato oggi da Gianluca Vago – ha scoperto che nel cervello adulto abita una popolazione di cellule riparatrici potenzialmente in grado di ‘aggiustare’ la mielina danneggiata dalla malattia. Si chiamano precursori oligodendrocitari, in presenza di un danno neurodegenerativo possono contribuire a contrastarlo, ma non riescono ad agire se il tessuto circostante è troppo infiammato. Averlo capito -spiegano i firmatari dello studio pubblicato su ‘Glia’, finanziato dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) con la sua Fondazione Fism e dalla Fondazione Cariplo- apre la strada a future terapie combinate che abbinino sostanze antinfiammatorie a molecole capaci di schiacciare un ‘interruttore’ chiamato GPR17, che ‘accende’ le cellule progenitrici indirizzandole a diventare oligodendrociti maturi mielinizzanti. Nei pazienti con sclerosi multipla, infatti, il problema nasce da lesioni nella guaina mielinica che avvolge le ‘braccia’ dei neuroni e consente la propagazione degli impulsi nervosi da una cellula all’altra