Ricerca, da Napoli tecniche di imaging per svelare il decorso del Parkinson sin da esordio

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Attraverso tecniche di Imaging avanzato, è possibile individuare allo stadio iniziale di malattia quale sara’ il decorso del Parkinson. E’ quanto emerge da uno studio a firma del gruppo di ricerca della Clinica Neurologica dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli e presentato in occasione del 6 Congresso virtuale Accademia Limpe-Dismov – Accademia Italiana per lo Studio della Malattia di Parkinson e i Disordini del Movimento – in corso fino al 18 ottobre. “Maggiore e’ la disorganizzazione della connettivita’ cerebrale gia’ all’esordio della malattia, maggiore sara’ la necessita’ di aumentare sempre di piu’ e progressivamente le dosi dei farmaci dopaminergici per cercare di controllare i sintomi motori della malattia”, spiega Alessandro Tessitore, neurologo dell’Accademia Limpe – Dismov e Professore presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate dell’Universita’ Luigi Vanvitelli di Napoli. L’estrema eterogeneita’ clinica dei pazienti parkinsoniani, osserva l’Accademia Limpe – Dismov, “ha portato la ricerca a concentrarsi sulla necessita’ di comprendere, sin dai primi stadi della malattia, come essa potra’ progredire nel tempo. E cosi’ si e’ arrivati a capire che e’ possibile individuare l’evoluzione della malattia di Parkinson grazie a tecniche di risonanza magnetica avanzata che mira a valutare la connettivita’ cerebrale; in particolar modo sembra essere fondamentale evidenziare che gia’ in fase iniziale di diagnosi potrebbe esistere una disorganizzazione della connettivita’ cerebrale e delle connessioni cerebrali che e’ molto piu’ estesa e molto piu’ complessa, questo porta ad inquadrare gia’ il paziente verso una diagnosi ed una prognosi piu’ severa e ai medici a comportarsi di conseguenza”.