Ricerca, malattie neurodegenerative: 200mila dollari per scienziati a metà carriera

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Un bando per una borsa di 200mila dollari, 100mila all’anno per 2 anni, dedicato a scienziati che studiano le malattie neurodegenerative in Italia e vivono la fase delicata della metà carriera: una ‘mezza età’ professionale in cui è particolarmente difficile accedere ai finanziamenti alla ricerca. Sostenerli è l’obiettivo dell’alleanza tra Airalzh (Associazione italiana ricerca Alzheimer) e Fondazione Armenise Harvard, che annunciano l’apertura del bando attivo da oggi 1 marzo al 31 maggio 2022 e accessibile solo agli scienziati a capo di un laboratorio indipendente in Italia da almeno 5 anni, ma non più di 12. Il link per candidarsi è https://armeniseharvard.org/apply/armenise-harvard-airalzh-mid-career-awardhow-to-apply/.
“L’esperienza di oltre 20 anni della Fondazione Armenise-Harvard è emblematica – afferma Elisabetta Vitali, direttore dei programmi italiani – Con il programma Career Development Award (Cda) abbiamo sostenuto le ricerche in Italia di 29 giovani scienziati che, a loro volta, hanno raccolto fondi per oltre 80 milioni di euro, pubblicando più di 700 peer-reviewed paper con un H-index medio di 24,6 e più di 3.800 citazioni medie. Nonostante ciò, però, anche i nostri ricercatori soffrono di questa situazione inaccettabile”: il vuoto che si apre a metà carriera, “una mancanza strutturale che spesso mette a rischio carriere avviate, compromettendo la possibilità di portare a fruizione gli investimenti fatti in fase di avvio di un laboratorio e, soprattutto, rischia di vanificare il raggiungimento delle scoperte scientifiche”. “La ricerca di base è cruciale per lo sviluppo di nuove conoscenze in grado di migliorare la qualità della vita del genere umano – dichiara Alessandra Mocali, presidente di Airalzh – La nostra associazione è relativamente giovane. Avrà 10 anni nel 2024, ma in questi anni abbiamo già sostenuto, attraverso l’erogazione di 82 assegni di ricerca e 13 grant, una rete nazionale di giovani ricercatori attivi in oltre 30 università e centri di ricerca d’eccellenza dislocati in 15 regioni italiane, da Nord a Sud. Riteniamo altrettanto importante, però, dare ai ricercatori il tempo di crescere professionalmente, arrivando così al raggiungimento di risultati tangibili. Ed è per questa ragione che abbiamo accolto con entusiasmo la proposta della Fondazione Armenise Harvard, intervenendo nella fase intermedia della carriera degli scienziati”.