Ricerca, “nanointerruttori” per captare le malattie: made in Italy il futuro della diagnostica

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“Nanointerruttori che si avvicinano e si accendono in presenza di biomarcatori. E’ il futuro della diagnostica clinica e del controllo sull’efficacia di farmaci e vaccini, frutto della ricerca italiana. Formati da Dna sintetico, i nanointerruttori permetteranno nel prossimo futuro di monitorare il proprio stato di salute da casa attraverso uno strumento simile al glucometro, comunemente utilizzato per misurare il livello di zucchero nel sangue. A metterli a punto Ulisse BioMed srl, Start Up innovativa triestina che ha inventato il test diagnostico per rilevare i ceppi ad alto rischio del Papillomavirus umano (Hpv) tramite un sistema non invasivo, e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che ne parlano in un articolo pubblicato questa settimana sul ‘Journal of the American Chemical Society’. Grazie alla nuova invenzione sarà possibile rilevare istantaneamente la presenza nel sangue di biomarcatori batterici, virali o tumorali, di monitorare il livello di alcuni farmaci in circolo, rendendo le terapie farmacologiche sempre più personalizzate, e delineare il livello di protezione di un vaccino o di un immunoterapia, ottenendo così informazioni importanti sull’efficacia dei trattamenti. I nanointerrutori potranno quindi essere impiegati anche per analisi cliniche su larga scala e screening sulla popolazione.