Ricerca, una scoperta del Cnr cambia il passo alla nanoelettronica

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Passi avanti nella ricerca delle nanoarchitetture, il settore che, come accade per le piante geneticamente modificate, dà vita a nuovi prodotti grazie a “materiali modificati”. Un team di ricercatori dell’Ifn-Cnr -in collaborazione con le università di Marsiglia e Dresda- ha infatti rivelato come la formazione di goccioline sulla superficie di alcuni materiali a seguito di un riscaldamento possa essere utilizzata per sviluppare tecniche litografiche, cioè tecniche di stampa chimico-fisica delle immagini, su larga scala a basso costo. La ricerca apre nuove prospettive nel campo della nanoelettonica ed è pubblicata su Science Advances. “Queste tecniche litografiche potranno essere utilizzate su larga scala, ad esempio, nella micro-elettronica o nella fotonica, con il vantaggio di poter essere prodotte a basso costo” segnala Monica Bollani, ricercatrice presso l’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche, che, insieme al suo gruppo ha scoperto come manipolare la riflettività del silicio semplicemente variandone la temperatura. “Molti materiali che compongono dispositivi elettronici sono strutturalmente composti da sottili strati, posti l’uno sopra l’altro a formare un insieme che a occhio nudo appare omogeneo. Quando vengono scaldati, questi materiali hanno la tendenza a rompersi in piccole goccioline, di dimensione variabile e posizione casuale” spiega Bollani.