Ricerca sul cancro, trentenni italiani alla riscossa: un napoletano tra gli 11 cervelli premiati negli States

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Trentenni italiani, globetrotter e in prima linea nella ricerca sul cancro. Cinque donne e 6 uomini, 7 in questo momento di base all’estero. Sono i giovani scienziati che porteranno il tricolore sotto i riflettori negli Usa. Premiati dagli oncologi americani per i loro studi, in occasione di uno degli appuntamenti più importanti per il settore: il meeting annuale dell’Asco (American Society of Clinical Oncology), che si terrà a Chicago dall’1 al 5 giugno. Fra i ricercatori che quest’anno vengono insigniti con i ‘Merit Award’ della Conquer Cancer Foundation dell’Asco, gli italiani sono in tutto 11: Francesca Battaglin dell’Istituto oncologico veneto, attualmente negli Usa al Norris Comprehensive Cancer Center dell’University of Southern California di Los Angeles; Luisa Carbognin dell’università degli Studi di Verona; Alessia Castellino dell’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, impegnata negli Usa per una fellowship di ricerca alla Mayo Clinic di Rochester. E ancora: Vincenza Conteduca dell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori; Lisa Derosa del Gustave Roussy Cancer Campus, Paris Saclay University; Matteo Lambertini dell’Institut Jules Bordet di Bruxelles; Sandro Pasquali dell’Istituto nazionale tumori di Milano; Pasquale Rescigno, Institute of Cancer Research, The Royal Marsden Nhs Foundation Trust di Londra; Daniele Rossini dell’Aou Pisana, Istituto toscano tumori; Paolo Strati, The University of Texas Md Anderson Cancer Center, e Alberto Puccini dell’Usc Norris Comprehensive Cancer Center, che riceve il ‘Drs Rachna and Puneet Shroff Endowed Merit Award’.
E’ napoletano Pasquale Rescigno, il cui studio presentato all’Asco è focalizzato sui carcinomi della prostata. Rescigno si è specializzato in oncologia nel 2014 all’università Federico II di Napoli, poi ha fatto la valigia: “Ho lavorato come ricercatore per 3 anni a Londra presso l’Institute of Cancer Research e il Royal Marsden Hospital e iniziato un dottorato di ricerca alla Federico II sotto la supervisione di Arturo Genovese e Sabino de Placido nel febbraio 2017. Come parte del dottorato sono tornato a Londra”. In Gb ha continuato a lavorare “nel Prostate Targeted Therapy Group con Johann de Bono, uno degli esperti mondiali sul carcinoma della prostata. Lo studio presentato all’Asco ha dimostrato che i carcinomi della prostata con mutazioni in un gene chiamato Spop sono particolarmente sensibili ad abiraterone. Questo potrebbe permettere un approccio terapeutico centrato sul paziente piuttosto che sulla patologia. Purtroppo il sequeziamento genico che permette l’identificazione di queste mutazioni – osserva – è ancora molto costoso, e questo tipo di approccio richiede la validazione in studi clinici prospettici”. Rescigno definisce il premio “un grande privilegio” e “un punto importante nella mia carriera di ricercatore. Spero di poter proseguire il mio futuro in Italia e nella mia città con la speranza che si possa investire tanto nella ricerca medica. Molti dei finanziamenti a Londra, alcuni dei quali hanno fondato la mia ricerca, vengono infatti da fonti pubbliche o da associazioni come Prostate Cancer Foundation e Movember. Sapere che come me altri italiani in altre istituzioni nel mondo ricevono questi ed altri riconoscimenti è un grande orgoglio, perché dimostriamo la nostra determinazione, caparbietà e preparazione”.