Ricerca, trasformare discariche in miniere attraverso la radiografia muonica: il progetto della Federico II

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“La radiografia muonica per il landfill mining” è il nome del progetto volto ad innovare e potenziare il processo di landfill mining ovvero l’estrazione e il recupero di materiali dalle discariche per trasformarle in vere e proprie “miniere” da cui estrarre risorse, apportando un beneficio significativo in termini di sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale.

Il progetto, sotto il coordinamento scientifico del professore Giovanni De Lellis dell’Università Federico II, fornisce uno strumento di diagnosi preventiva per stimare la posizione, la dimensione e la tipologia di materie prime seconde ad alto valore come acciaio, plastiche, gomma, rame e alluminio.

La RES, Recupero Etico Sostenibile, società che opera da oltre 30 anni nel settore della Circular Economy e della sostenibilità ambientale, impresa capofila, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha lanciato il progetto di ricerca e sviluppo. La Regione Molise ha concesso alla Res S.p.A. il contributo di euro 527 mila e all’Università degli Studi di Napoli Federico II di euro 397 mila per la realizzazione del progetto, della durata prevista di 24 mesi, che si inquadra nell’ambito del Programma Regionale Molise FESR FSE+ 2021-2027 per sostenere l’innovazione e il trasferimento tecnologico nelle imprese. A fronte di un investimento complessivo ai due partner di euro 1.247 milioni, il programma prevede agevolazioni pari 924 mila euro come contributo a fondo perduto per lo sviluppo delle attività di Ricerca e sviluppo sperimentale.

Il professore De Lellis con il suo gruppo di ricerca ha già applicato con successo la muografia all’indagine del sito archeologico degli Ipogei dei Togati e dei Melograni, portando alla luce nel 2023 un ipogeo nascosto, dieci metri sottoterra nel rione Sanità di Napoli, e nel 2019 investigando la struttura in prossimità del cratere del vulcano Stromboli.

Il progetto mira a sviluppare e applicare in modo del tutto innovativo la tecnica della radiografia muonica all’indagine stratigrafica delle discariche, un’applicazione che rappresenta una novità assoluta. La radiografia muonica, o muografia, è una tecnica che utilizza i muoni, particelle prodotte nella cascata che segue l’interazione dei raggi cosmici con l’atmosfera terrestre, per ricostruire una immagine della struttura interna di un oggetto. Il principio è simile a quello delle radiografie, che invece dei muoni utilizzano raggi X, con il vantaggio di poter investigare oggetti molto più grandi e distanti dal punto di osservazione, a causa del molto maggiore potere di penetrazione dei muoni. Questa indagine, finora applicata a campi come la vulcanologia e l’archeologia, verrà impiegata per investigare le tipologie di materiali presenti nel sito di conferimento dei rifiuti.

“Con questo progetto”, dichiara il professore De Lellis, “le tecnologie che abbiamo sviluppato nell’ambito della fisica delle particelle elementari si applicano per la prima volta all’indagine stratigrafica di discariche e in generale di siti da bonificare. Riuscire ad avere una mappa tridimensionale della densità agevolerà le potenziali fasi di recupero dei materiali e in tal modo la discarica da sito terminale sarà sempre più inserita in un contesto di economia circolare. Questo progetto pilota ci rivelerà le potenzialità della tecnica con una applicazione concreta al sito molisano di Tufo Colonico dove opera la Società RES con cui abbiamo avviato una proficua collaborazione.”