Ricercatrice napoletana vince il Premio L’Oreal-Unesco “Per le Donne e la Scienza”

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in foto Chiara De Leonibus

Chiara De Leonibus con il progetto “Collagenopatie: a caccia dei meccanismi che regolano la degradazione del collagene” ospitato dall’Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli, Università di Napoli “Federico II”, si aggiudica l’edizione italiana del Premio L’Oréal-Unesco ‘Per le Donne e la Scienza’, che ogni anno assegna sei borse di studio del valore di 20.000 euro ciascuna ad altrettante ricercatrici under 35, sulla base dell’eccellenza riconosciuta ai loro progetti. Il bando dell’edizione 2020 ha raccolto oltre 300 candidature da tutta Italia.

Napoletana, laureatasi nel 2009 in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Napoli “Federico II”, durante la specializzazione in Pediatria, conseguita nel 2015 all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, Chiara De Leonibus ha vinto una Long-Term Research Fellowship della European Society for Paediatric Endocrinology, grazie alla quale ha potuto svolgere due anni di ricerca al Royal Manchester Children’s Hospital, nel Regno Unito, concentrandosi sulle malattie scheletriche in età pediatrica. Nel 2014, ha ottenuto un MPhil Degree all’Università di Manchester, che le ha permesso di studiare i modelli di farmacogenomica applicati alla terapia con ormone della crescita nei bambini con bassa statura. Nel 2020 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Systems Medicine (curriculum in Human Genetics) al Telethon Institute of Genetics and Medicine, a Pozzuoli.

Il progetto di ricerca di Chiara De Leonibus mira ad individuare i meccanismi alla base della degradazione del collagene (o autofagia), per aprire la strada a nuove prospettive terapeutiche. “Il mio lavoro – spiega la ricercatrice – intende esplorare, in particolare, il meccanismo dell’autofagia, ovvero la rimozione e degradazione da parte di specifici organelli, chiamati lisosomi, dei componenti cellulari danneggiati o inutilizzati. Proverò a valutare se la stimolazione dell’autofagia può determinare un miglioramento della sopravvivenza cellulare, sia in vitro che in vivo”. In uno studio del 2019, concentrandosi sui meccanismi molecolari di degradazione del collagene nelle cellule che compongono la matrice ossea, Chiara De Leonibus ha dimostrato la presenza di un recettore in grado di reindirizzare il collagene dal reticolo endoplasmatico, sito in cui avviene la sua maturazione, ai lisosomi, gli organelli responsabili della degradazione delle sostanze. Questa ricerca preliminare getta le basi per indagare ulteriormente i meccanismi della degradazione del collagene in diverse malattie scheletriche pediatriche, con l’obiettivo di identificare componenti della autofagia come potenziali target molecolari e aprire la strada a nuove strategie terapeutiche.