Riciclaggio, arrestato il presidente del Catanzaro Calcio

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Roma, 29 mag. (AdnKronos) – I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Palmi, che dispone una misura restrittiva personale nei confronti di 8 persone, tra cui il noto imprenditore e proprietario della società di calcio ‘Catanzaro Calcio 2011 Srl’, Giuseppe Cosentino, amministratore della ‘Gicos Import-Export Srl di Cinquefrondi (RC), ristretto agli arresti domiciliari.

L’accusa, a vario titolo, è di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro in danno della ‘Gicos Import-Export Srl’. Il provvedimento eseguito oggi scaturisce dall’avvio, nel giugno del 2011, di una verifica fiscale da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria nei confronti della ‘Gicos’, nel cui ambito erano emerse numerose irregolarità in relazione alla presenza di anomale transazioni finanziarie verso l’estero nonché a un ingente utilizzo di denaro contante.

Le conseguenti attività investigative, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palmi ed esperite attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizione di documentazione bancaria e fiscale, escussione di persone informate sui fatti, attività di perquisizione e sequestro nonché mediante rogatorie internazionali, hanno accertato l’esistenza di un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione dei reati di appropriazione indebita, di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, di dichiarazione infedele, nonché di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

È stata inoltre accertata, a vario titolo, la commissione di ulteriori delitti di riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte, tra gli altri, della stessa moglie del Cosentino, Francesca Muscatelli, di due cittadini elvetici, amministratori di società fiduciarie svizzere e di alcuni rappresentanti legali di imprese commerciali che hanno emesso fatture false.

Nel dettaglio Cosentino, nella qualità di rappresentante legale della ‘Gicos Import-Export Srl’, si avvaleva di sistemi collaudati per realizzare reati di natura fiscale (utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti ed altro) ed appropriarsi indebitamente in danno della compagine societaria e dei creditori della società, di ingentissime somme di denaro, ammontanti a 8.873.664,56 euro, accumulate nel corso degli anni attraverso i seguenti meccanismi: versamenti e depositi di denaro contante su conti correnti svizzeri, derivanti da vendite in nero e da utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.

In particolare è emerso che la Gicos, negli anni d’imposta 2006, 2007 e 2008 si è avvalsa di fatture false per quasi 2 milioni di euro. La maggior parte di dette fatture sono state emesse da una società con sede negli Stati Uniti che ha effettivamente ricevuto i pagamenti dovuti. Gli accertamenti hanno tuttavia dimostrato che pochi giorni dopo l’avvenuto accredito delle somme, le stesse venivano restituite (trattenendo una percentuale intorno al 5%) con bonifico su una serie di conti correnti in Svizzera intestati a società con sede in paradisi fiscali (Isole Vergini Britanniche, Panama, ecc.) di fatto riconducibili al Cosentino.

Le stesse somme sono state trasferite inoltre su ulteriori conti correnti svizzeri intestati a società estere riferibili sempre a Cosentino, ovvero trasferiti su conti correnti cifrati; proventi derivanti da ‘vendite in nero’, fatti transitare sui conti correnti aperti da dipendenti della Gicos al fine di essere prelevati in contanti (prevalentemente con banconote da 500 euro), successivamente versati sui conti correnti personali di Cosentino e dei suoi familiari, o depositati in cassette di sicurezza intestate a Cosentino e alla figlia Ambra e trasferiti in Svizzera su conti riconducibili all’ imprenditore.

In particolare, è stato accertato che la Gicos ometteva di fatturare una quota parte dei propri ricavi e faceva confluire i relativi pagamenti sui conti correnti intestati ai propri dipendenti. Questi ultimi, successivamente, emettevano assegni a favore di ulteriori dipendenti, che, infine, li incassavano in contanti. La Guardia di Finanza ha eseguito anche un sequestro preventivo di circa 4 milioni di euro.