Riciclo chimico e barriere contro i rifiuti plastici, premiate due start up

18

Roma, 11 dic. (AdnKronos) – Riciclo chimico e barriere nei fiumi per combattere i rifiuti plastici nei mari. Si è tenuta oggi a Roma la premiazione di due start up italiane selezionate nell’ambito della IH Fellowship on Ocean Cleanup, il primo contest realizzato in Italia dedicato a progetti d’innovazione per diminuire l’impatto dei rifiuti o dell’inquinamento off-shore, costiero e subacqueo delle acque salate. L’iniziativa è stata organizzata da Impact Hub Milano, l’incubatore d’impresa focalizzato sull’innovazione sociale e ambientale, insieme al Wwf con il patrocinio di Bulgari.

Wwf ha definito i principi per la Sustainable Blue Economy ossia un modello di business a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile che si basa sull’imitazione dei sistemi naturali, di cui il mare è una delle componenti fondamentali.

L’idea di favorire le startup impegnate sul tema del recupero dei rifiuti dal mare è stata accolta da Bulgari, che nell’ambito delle sue strategie di Sviluppo Sostenibile sta promuovendo il massimo ricorso a pratiche di riuso, riutilizzo e riciclo delle risorse e che ha finanziato l’iniziativa con un grant di 15mila euro.

Il vincitore della IH Fellowship, che si aggiudica i 10mila euro in palio e un percorso di incubazione in Impact Hub Milano, è Gr3n impresa che ha sviluppato una tecnologia che permette il riciclo chimico di alcune plastiche, permettendo una vita indefinita del materiale. Con la tecnologia di Gr3n, quindi, la plastica diventa un materiale a ciclo chiuso, esattamente come il vetro o l’alluminio, e può essere riciclato indefinitamente.

E’ stato inoltre selezionato un runner-up a cui è stata data la possibilità di accedere a un percorso di incubazione in Impact Hub Milano oltre ad un rimborso spese di 5.000 euro. Si tratta di Seads (Sea Defence Solution), giovane impresa che mira a prevenire il problema dell’inquinamento dei mari installando delle barriere nei fiumi che reindirizzano i rifiuti verso un bacino di raccolta dove vengono accumulati, prelevati e mandati verso il riciclo.

“La plastica in mare è una vera e propria emergenza globale: secondo gli ultimi dati sono almeno 8 milioni le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani. Le ripercussioni sull’ambiente, in termini di inquinamento e di contaminazione della catena alimentare, coinvolgono tutti e in ogni angolo del pianeta”, osserva Giuseppe Di Carlo, direttore della Mediterranean Initiative del Wwf.

Per Marco Nannini, ceo Impact Hub Milano, “è molto interessante e positivo che due realtà così diverse tra di loro si siano incontrate con un unico obiettivo di sostenibilità, che da un lato mira ad abbattere gli sprechi di risorse e dall’altro a preservare l’integrità e l’incontaminazione dell’ambiente. Noi di Impact Hub Milano lavoriamo affinché queste pratiche di impatto diventino la normalità nei processi e nelle scelte aziendali e crediamo che questo non possa essere raggiunto se non con il contributo di tutti gli attori dell’ecosistema”.

“Ci auguriamo che grazie al contest che abbiamo patrocinato, le start-up riusciranno ad affermare le proprie soluzioni con l’obiettivo di preservare l’ecosistema marino creando al tempo stesso opportunità di recupero di materiali e sviluppo economico”, sottolinea Eleonora Rizzuto, direttore Sviluppo Sostenibile Gruppo Bulgari e Lvmh Italia.