Rider, una legge a metà

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È in arrivo la prima legge a tutela dei fattorini della gig economy, ragazzi che consegnano il cibo a domicilio su due ruote. Per un tema così delicato che riguarda il futuro di centinaia di ragazzi, il governo ha scelto una diretta Facebook di Luigi Di Maio per annunciare il decreto sui rider, che sarà approvato in settimana nell’ultimo cdm prima della pausa estiva.
La legge è in dirittura di arrivo, manca però l’intesa con le parti in causa.
Dopo quasi un anno di lavoro – uno dei primi appuntamenti del Ministro dopo l’insediamento era stato proprio quello con i rider – c’è attesa per conoscere nel dettaglio i 15 articoli a tutela dei ciclo-lavoratori della gig economy.
Prima di questo, si era ipotizzato nei mesi scorsi l’inserimento di alcune tutele nel decreto dignità, poi saltate per la contrarietà delle aziende del settore ma anche dei sindacati. E si era avviato un tavolo di confronto che ad oggi ha solo constatato l’enorme divario tra le esigenze delle piattaforme di food delivery e quelle dei lavoratori.
Già da aprile il testo in lavorazione aveva annacquato le misure, scartando la definizione di lavoro subordinato e promettendo solo maggiori garanzie.
La nuova legge mette senz’altro d’accordo la maggioranza M5S e Lega, ma non le parti in causa. È lo stesso Di Maio ad ammettere che con le aziende di food delivery “non c’è stata una grande intesa”; i rider attraverso il collettivo Riders Union hanno accolto la notizia minacciando nuove mobilitazioni, parlando di provvedimento “al ribasso rispetto alle promesse”.
Alla base delle rivendicazioni dei lavoratori c’era la richiesta di una “qualifica contrattuale” e soprattutto l’abolizione del cottimo.
Invece, il testo prevede la copertura obbligatoria Inail e un mix tra paga oraria e cottimo, che subirebbe quindi uno stop solo parziale. La paga in base alle consegne deve però essere “in misura non prevalente”, mentre si riconoscerebbe la paga oraria a condizione che, per ogni ora, si accetti “almeno una chiamata”. La legge, al momento, sembra non piacere a nessuno.
Tranne al Ministro che, invece, si dice soddisfatto: “I rider passeranno dall’essere i lavoratori più sfruttati e sottopagati d’Italia a quelli che avranno tutele”, ha detto il titolare del lavoro, annunciando misure assicurative, rimborsi spese per gli strumenti del lavoro, assistenza sanitaria, un salario minimo.
Nel decreto poi si annunciano misure più ampie a tutela dei lavoratori iscritti alla gestione separata per quanto riguarda l’accesso al sussidio di disoccupazione, alla maternità e ai congedi, oltre che alla malattia. E ancora interventi sulle crisi aziendali nelle aree di crisi complesse di cui potranno beneficiare la Whirlpool di Napoli, e la Blutec in Sicilia.