Riduzione fondo nazionale, i timori di Caldoro: Così a rischio i livelli delle prestazioni

20

Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, si dice “per niente tranquillo” di fronte all’ipotesi di “un’eventuale riduzione del fondo sanitario nazionale”. Il commento del governatore arriva dopo aver partecipato agli Stati generali della Salute alla presenza del prsidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del premier, Matteo Renzi, e del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Il tema fondamentale della sanità è dare centralità alla persona, in questo concordo con il ministro Lorenzin e il presidente del Consiglio Renzi, quindi, dobbiamo razionalizzare pensando comunque a salvaguardare i livelli delle prestazioni. E’ vero che – spiega Caldoro – si può fare sanità tentando di garantire le stesse prestazioni anche con minori risorse”.

Pareggio di bilancio – “In Campania – ricorda il governatore – abbiamo raggiunto performance uniche in Italia, al momento del mio insediamento in Regione c’erano 800 milioni di disavanzo, oggi siamo al secondo anno di pareggio di bilancio. Nel ritardo dei pagamenti ai fornitori siamo passati dai 438 giorni a 168 e contiamo di arrivare ai 100”. Per Caldoro è “necessario, però, garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale l’offerta sanitaria. In questo Paese ci sono ancora troppe differenze nel trasferimento pro capite”.

Campania penalizzata – “La Campania, la regione più giovane d’Italia, per questo motivo è la più penalizzata dal riparto del fondo sanitario nazionale – rileva Caldoro -. Perdiamo ogni anno 70 euro pro capite, circa 400 milioni di euro l’anno. Tutto questo perché – spiega il presidente – non vengono rispettati tutti i criteri di riparto, come si fa a considerare solo il parametro dell’anzianità della popolazione e non fattori come le aspettative di vita? Una buona sanità si salvaguarda rendendola equa a livello nazionale”. “Il tema vero, poi, è quello delle riforme, la riforma del titolo V è centrale. Venti sistemi regionali sono troppi e troppo diversi tra loro. Noi siamo pronti a misurarci, in una sfida leale e competitiva, per crescere tutti in termini di offerta e qualità dei servizi”, cpnclude Caldoro.