Riello (Aefi), per restare competitive le fiere non devono mai smettere di innovare

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Milano, 20 apr. (Labitalia) – “Le manifestazioni italiane vanno bene. Per continuare ad essere competitive però le fiere non devono smettere di innovare, proponendo format sempre nuovi che offrano a espositori e visitatori un’esperienza a 360 gradi, che sia il giusto mix tra esposizione, formazione e digitale”. Lo dice, in un’intervista a Labitalia, Ettore Riello, presidente Aefi-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane.

In particolare, “per quanto riguarda visitatori, espositori e spazi venduti, il 2017 è stato nel complesso positivo come evidenzia anche il nostro osservatorio congiunturale dell’ultimo trimestre dello scorso anno”.

“Il sentiment degli associati e delle aziende -spiega- che hanno partecipato alle prime manifestazioni del 2018 è positivo, anche se fare previsioni per il resto dell’anno è prematuro. Nonostante qualche situazione di difficoltà, le fiere continuano a rappresentare per il 75% delle imprese italiane lo strumento ideale per accrescere il proprio business e per raggiungere mercati lontani e culturalmente diversi. Le problematiche del settore sono dovute principalmente a una normativa ancora non chiara e definita, nonostante i nostri continui solleciti a tutti i livelli, relativamente alla tassazione fiscale sugli immobili fieristici”.

“Mi riferisco all’Imu -fa notare- che incide in modo drammatico sui bilanci delle fiere, soprattutto su quelle realtà che hanno bilanci vicini al pareggio. Quello che, come Aefi, continuiamo a chiedere non è un trattamento privilegiato ma che la tassazione sia equa nei confronti dei padiglioni fieristici, calcolando i giorni effettivamente utilizzati per le esposizioni e non trattati come strutture commerciali o capannoni industriali che operano tutto l’anno”.

“Non dobbiamo dimenticare -sostiene- che i bilanci in rosso causano disinvestimenti da parte degli enti pubblici territoriali, il cui ruolo nelle fiere è essenziale. Sarebbe anche necessario che gli enti pubblici avessero risorse sufficienti per sostenere le Fiere e che la razionalizzazione dell’assetto dello Stato non comportasse continui disinvestimenti in un momento in cui in tutto il mondo si sta investendo massicciamente nel settore”.

“Come Aefi -assicura- continueremo a richiamare l’attenzione delle istituzioni affinché venga compreso il valore reale delle fiere quale leva di politica industriale così come avviene in altri Paesi. Le nostre fiere che generano 60 miliardi di euro di giro d’affari e danno origine al 50% dell’export delle imprese italiane, sono un vero volano per la nostra economia e dovrebbero essere considerate un vero investimento per la promozione del made in Italy nel mondo”.

“Rivoluzionamento degli spazi -elenca Riello- creazione di eventi mirati e personalizzati, maggiore interazione con il congressuale. Le fiere sono luogo di incontro tra domanda e offerta, momento di confronto e di aggiornamento per gli operatori professionali e di orientamento per la creatività manuale per il grande pubblico. Importante è l’organizzazione diretta degli eventi da parte degli enti fieristici in quanto, accorciando la filiera tra quartiere e territorio, aumenta il contatto con gli espositori permettendo di elaborare un progetto sempre più in linea con le loro esigenze. Fondamentale è mantenere uno sguardo orientato al futuro, senza dimenticare il digitale che non sostituisce il momento fieristico, ma offre nuove opportunità di comunicazione e di business”.

“L’internazionalizzazione -sottolinea il presidente Aefi- resta un’attività fondamentale e l’ottica con cui operiamo è quella di essere presenti all’estero, avendo come fulcro la partecipazione alle fiere in Italia. Per supportare i nostri associati abbiamo siglato diversi accordi con mercati strategici, con l’obiettivo di offrire a fiere e imprese italiane sempre nuove opportunità di sviluppo e un accesso privilegiato anche a manifestazioni che si svolgono in Paesi lontani”.

“Abbiamo già attivi accordi -ricorda- con Iran, Libano, Taiwan, India, Thailandia, Sud Africa, AmCham Italy, Centrex-International Exhibition Statistics Union oltre che con Iela, l’associazione mondiale che raggruppa tutti gli operatori che si occupano di logistica nel mondo fieristico, e con Sace e Simest. Quest’anno coltiveremo inoltre i contatti già avviati con Cina, Corea del Sud, Russia”.

Per Riello “altro fattore importante è interessare e coinvolgere il maggior numero di operatori del proprio settore: grazie alla partnership con l’Agenzia Ice sono molte le iniziative di incoming di delegazioni estere alle nostre manifestazioni. Non dobbiamo dimenticare la collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico che, nel 2015, ha portato all’inserimento delle fiere nel Piano per la promozione straordinaria del made in Italy; sostegno riconfermato anche per il prossimo triennio”.

“Ora -sottolinea- siamo impegnati nell’organizzazione della Giornata Mondiale delle Fiere del prossimo 6 giugno che sarà un’ulteriore occasione per valorizzare le nostre fiere e le eccellenze made in Italy”.