Rievocazione storica? Non bastano vestiti d’epoca e tamburi

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foto di Alfredo Forte

Il rullo dei tamburi quasi ossessivo accompagna tra le strade del centro storico una sfilata in costume. Il turista rimane a bocca aperta: vuoi il rumore, vuoi la particolare foggia ed eleganza dei costumi, c‘è proprio tanto da guardare. Centinaia I telefonini all’opera per foto e riprese. Tazum, Tazum… è una sfilata bellissima. Si tratta della narrazione teatralizzata dell’origine del legame indissolubile tra il capoluogo partenopeo e San Gennaro. Emozionante. Se il turista sapesse cosa sta succedendo. Un momento di chiarimento infine arriva, quando finalmente il rullo dei tamburi tace e sulle panche della Cattedrale (il Duomo) si possono ascoltare le spiegazioni teatralizzate da un attore, e quelle più compassate e tecniche del Principe Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, diretto discendente di uno dei firmatari di quel famoso voto. Il famigerato patto stretto dalla cittadinanza napoletana con il più amato dei suoi 53 patroni, un azione così fuori dall’ordinario, come solo una città unita al suo patrono da un vincolo carnale può permettersi di fare. Un corteo di rievocazione storica by Giove! E il turista dopo un po’ trotterella via dal frastuono alla ricerca di nuove emozioni. La rievocazione storica può sembrare una delle azioni più facili nell’interpretazione applicata ai beni culturali. Un evento si ripete per tradizione, consuetudine e altri motivi? Come fare per dotarlo di una valenza turistico culturale? Una bella rievocazione storica e passa la paura. Costumi, bandiere, armi antiche una sostanziosa manciata di tamburi. La gente scatta le fotografie, gira il video da postare agli amici vicini e lontani, si spintona per stare in prima fila e guardare il costume, l’acconciatura. I tamburi rullano e stordiscono un po’ tutti, et voilà il gioco è fatto. Diciamolo pure: le cose sono appena appena, un pelino, più complesse. Come nelle istruzioni per l’uso di un qualsiasi elettrodomestico la prima azione da compiere è mettere la spina nella presa, bisogna individuare con esattezza la tipologia di ciò che si vuole realizzare. Un evento ricostruttivo è differente da un evento rievocativo da una Living History o da un gruppo storico. Valutare l’adeguatezza dei luoghi, la coerenza storica dell’evento, la qualità dei partecipanti sono le preliminari importantissime azioni per superare le più obiettive difficoltà logistiche. Non potendo rimuovere pali della luce, manti asfaltati, cartelli stradali, qualche motorino disseminato qui e la bisogna trovare il modo di usare qualche mascheramento o attirare l’attenzione dello spettatore distogliendolo da quelle presenze impossibili da nascondere. La rievocazione storica del patto tra i Napoletani e San Gennaro, in quanto rievocazione ha potuto dare minore importanza alla componente ambientale. Doveva darne di più alla partecipazione popolare. I turisti casualmente spettatori del corteo, pur intuendo qualcosa che sarebbe stato chiarito solo nella Cattedrale, meritavano di comprendere pienamente la funzione di ogni luogo, di ogni fermata durante gli spostamenti. Una narrazione, anche teatralizzata, in movimento con il corteo avrebbe dato maggiori possibilità d’emozione. La spiegazione giunta alla fine del corteo ha privato gli spettatori del fine ultimo di una rievocazione storica: la conoscenza attraverso le emozioni.