Rifiuti, Bonavitacola: Entro la fine del 2023 li smaltiremo tutti in Campania

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In foto Fulvio Bonavitacola

Nel 2020 la Campania ha esportato fuori dai propri confini circa 428mila tonnellate di scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani residui, di cui 70mila avviate a discarica. Un costo di gestione a carico dei cittadini compreso tra i 180 e i 195 euro a tonnellata. La mancanza di impianti impedisce alla regione di chiudere autonomamente il ciclo di gestione dei rifiuti ed è causa di una sanzione comminata dall’Unione Europea nel 2015 per la quale sono stati già versati nelle casse dell’Europa 151 milioni 640 mila euro. Sono questi i numeri cui prova rispondere il progetto Uprise, presentato in un convegno dal titolo “Rifiuti in Campania, dall’infrazione all’innovazione” promosso a Villa Doria d’Angri, a Napoli, da Sapna (Sistema Ambiente Provincia di Napoli). Nel corso dell’iniziativa sono stati illustrati i progetti di “revamping” degli impianti di trattamento meccanico-biologico (Tmb) del rifiuto urbano residuale dei 92 comuni dell’area metropolitana di Napoli. Grazie al miglioramento delle performances, si legge in una nota dell’azienda, “questi impianti potranno rispondere al maggiore fabbisogno di trattamento conseguente al potenziamento della raccolta differenziata, riducendo i flussi fuori regione e scongiurando rallentamenti al ciclo produttivo”. “Siamo molto orgogliosi di quanto abbiamo fatto con le nostre aziende pubbliche, Asia per la città di Napoli e Sapna per la Città metropolitana”, ha commentato il sindaco metropolitano Luigi De Magistris. “Proprio ieri sono ritornato a Chiaiano, l’ex discarica gestita da Sapna, in quel luogo dove vennero sversati 10 anni fa più di 100.000 tonnellate di rifiuti e che fu una delle pagine più vergognose della scelleratezza politico-amministrativa del nostro territorio. Oggi è stato realizzato il capping, l’area è stata bonificata, è un parco. Abbiamo, dunque, di fronte la sfida della tecnologia, della difesa del territorio e del lavoro: si può creare occupazione bonificando, riciclando, riutilizzando. Napoli e la sua area metropolitana, anche grazie alla collaborazione istituzionale con tutti gli altri soggetti coinvolti, dimostrano che, pur tra le difficoltà, si può cambiare rotta in maniera virtuosa”.
“Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza il ciclo dei rifiuti ma anche di chiuderlo in Campania. Puntiamo entro dicembre 2023 a non portare rifiuti, sicuramente della raccolta indifferenziata ma anche della differenziata, fuori dalla nostra regione”, ha annunciato il vicepresidente e assessore regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola. “Si tratta di un obiettivo ambizioso che necessita di una rete impiantistica sulla quale stiamo già lavorando e dove abbiamo già ottenuto i primi risultati. Una scelta coerente con i tempi di oggi ed in linea con l’economia circolare, la sostenibilità e quindi la chiusura del ciclo nei territori: in Campania sarebbe una rivoluzione”. “I progetti di rifunzionalizzazione hanno l’obiettivo di rendere finalmente efficienti gli impianti che in venti anni hanno svolto una egregia funzione, per proiettarli verso il futuro attraverso il recupero della materia, l’efficientamento energetico e, soprattutto, la riduzione dei costi di gestione per ridurre la tariffa ai cittadini”, ha osservato Domenico Ruggiero direttore tecnico S.A.P.NA. SpA. “È fondamentale – ha aggiunto – che istituzioni, cittadini, associazioni, comprendano fino dall’inizio un’idea progettuale così da poter poi consentire l’ottimizzazione dei nostri progetti”. All’iniziativa sono intervenuti inoltre Alberto Carotenuto rettore Università Parthenope, Gabriele Gargano amministratore S.A.P.NA. SpA, Francesco Colangelo professore Università Parthenope, Giuseppe Cozzolino direttore generale Città Metropolitana Napoli, Antonio Ramondo dirigente Regione Campania UOD Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti Napoli, Liliana Monaco dirigente Regione Campania Struttura di Missione e Commissario Straordinario ATO Napoli 2, Luigi Cossentino direttore Dip. Provinciale di Napoli Arpac, Raffaele Del Giudice presidente ATO Napoli 1, Andrea Manzi presidente ATO Napoli 3, in collegamento web Elena Perrotta direttore generale Fise Assoambiente, Simone Malvezzi resp. Impianti Termovalorizzazione A2A Ambiente Spa, Daniele Fortini, presidente Retiambiente Spa.