Rifiuti, il governo “sconfessa” De Luca e punta su un nuovo inceneritore in Campania

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Un inceneritore da 300mila tonnellate all’anno anche in Campania: questo prevede l’ultima bozza del Dpcm di attuazione dello Sblocca Italia, che sarà domani all’esame della Conferenza delle Regioni. Nel testo sono in tutto 8 gli impianti previsti. Questa la loro localizzazione: Umbria (capacità di 130mila tonnellate/anno); Marche (190mila tonnellate/anno); Lazio (210mila tonnellate/anno); Campania (300mila tonnellate/anno.). E ancora: Abruzzo (120mila tonnellate/anno); Sardegna (101mila tonnellate/anno); due in Sicilia (690mila tonnellate/anno). Per la Puglia, invece, il dpcm dispone di potenziare la capacità già presente (70mila tonnellate/anno). 
In totale la capacità da realizzare ammonta a 1,83 milioni di tonnellate/anno. Sul tema insorgono le associazioni ambientaliste, Zero waste Italy, Fare verde, Greenpeace, Legambiente e Wwf Italia che alla vigilia della discussione bocciano la scelta del governo, nonostante la riduzione degli inceneritori da 12 a 9 rispetto alla bozza precedente. “Invitiamo il ministro Galletti a ripensarci – avevano detto le associazioni – aprendo un confronto vero per definire strategie e strumenti operativi che consentano davvero di procedere sulla strada della riduzione dei rifiuti, del recupero e riuso dei materiali e dello smaltimento della quota residua dei rifiuti in linea con le normative e gli scenari europei. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo di idee ed esperienze”.

E’ singolare che la Campania resti tra le Regioni deputate ad accogliere uno dei  nuovi impianti nonostante più volte il governatore Vincenzo De Luca abbia escluso tale eventualità.