Rifiuti, la mappa delle aziende che smaltiscono le ecoballe campane

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In foto le ecoballe di Taverna del Re

Sono 6 le ditte attualmente al lavoro per la rimozione delle ecoballe della Campania. Dei primi 8 lotti messi a bando nel 2016, ne sono stati assegnati solo 5, rispettivamente alle ditte Defiam, Ecosistem, Vibeco e Sarim. La Defiam, multiutility che si occupa di trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e non, è una ditta campana, con sede a Serino, in provincia di Avellino. E’ questa l’azienda che si occupa dello smaltimento delle ecoballe di Masseria del Re a Giugliano, sito che, dai dati in possesso della Dire, aggiornati al 15 febbraio, è stato ripulito da poco più di 15mila tonnellate di rifiuti. Una parte (4,975 tonnellate) sono state trasferite nei confini italiani, a Serino (Avellino); le restanti 10,278 tonnellate sono state finite nell’impianto di proprieta’ dell’azienda portoghese Lena Ambiente a Santa Clara de Louredo, una freguesia (frazione) del Comune di Beja, a 200 chilometri da Lisbona. “Ci siamo rivolti ad aziende estere – avevano spiegato alla Dire i rappresentanti della Defiam – perché in Italia non c’è spazio per noi piccole aziende non in odore di camorra e quegli unici quattro ‘forni’ che ci sono vengono gestiti da 3 o 4 società in house che fanno cartello fissando il prezzo. Per partecipare a gare come questa abbiamo dovuto trovare un’azienda all’estero, altrimenti ci saremmo potuti occupare esclusivamente del trasporto dei rifiuti, impossibilitati a partecipare alle gare”. Dopo il no della Bulgaria, la Defiam si è quindi rivolta al Portogallo che ha dato tutte le autorizzazioni per portare avanti l’operazione. In Portogallo, l’unico stato estero ad aver accettato le ecoballe della Campania, sono finiti anche quasi 15mila tonnellate di rifiuti stoccati in balle e trattati dalla Vibeco di Saronno (Varese). Sono stati trasferiti in uno stabilimento della ditta Citri a Setubal, Comune di 121mila abitanti con sbocco sull’Atlantico. La Vibeco, vincitrice di due lotti per Villa Literno (Caserta) ha rimosso, al 15 febbraio, oltre 16mila tonnellate di ecoballe ma solo 1339 sono rimaste in Italia. Hanno trasferito i rifiuti imballati in siti del Nord Italia le altre due ditte vincitrici della prima procedura di gara. I rifiuti di Masseria del Pozzo (Giugliano) e del depuratore di Marcianise sono state trasportate dalla ditta Ecosystem a Castiglione dello Stivere (Mantova), Macerata, Chieti, Lamezia Terme, Busto Arsizio (Varese), Mantova, e Ravenna. La ditta salernitana Sarim si è occupata del trasferimento di quasi 20mila tonnellate di ecoballe dall’avellinese, il salernitano e il beneventano verso Bergamo e Padova. Al 15 febbraio 2018, a quanto apprende la Dire, sono stati completamente rimossi i rifiuti stoccatati nel depuratore di Marcianise (18.569 tonnellate), nel depuratore di Coda di Volpe (7.852 tonnellate), nello stir di Pianodardine, ad Avellino (9.759 tonnellate). Il totale dei rifiuti rimossi è 104.287 tonnellate di ecoballe, il 22% del totale di ecoballe appaltate (476.794 tonnellate) ma solo l’1,8% delle ecoballe presenti sul territorio della Campania. Impegnate nel trasporto e lo smaltimento delle ecoballe ci sono altre due ditte, vincitrici della procedura di gara aperta nel 2017. La ditta Iren si è aggiudicata il lotto 1 da 16,7 milioni di euro per Giugliano; la Ecosystem i lotti 2 e 5 per Giugliano (21,3 milioni) e per Marigliano e Caivano (9,4 miloni); la A2A il lotto 3 da 21,6 milioni per Giugliano. I ribassi sono stati piuttosto esigui, da un minimo di 2 a un massimo di 5%. E’ andato deserto, per la seconda volta, il lotto per Villa Literno da 13,6 milioni.