Riflessioni sul gioco d’azzardo, legalità e società

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In tempi di pandemia potremmo avere meno momenti di svago e compagnia, ma questo può tradursi anche in occasione di riflessione su quello che accade nella nostra società.

Con questo articolo vorremmo fornire un punto di vista sul mondo del gioco d’azzardo che riteniamo stia attraversando una situazione singolare.

Sviluppo del gioco in Italia

Nel nostro paese la storia del gioco d’azzardo è iniziata con le lotterie nazionali agli inizi degli anni ’90 per espandersi senza nessun freno fino al 2000, da dove si è fatta sentire l’esigenza di regolarizzare la materia.

Un obiettivo delicato considerando che in Italia si giocano tra il 15% e 20% delle somme mondiali in gioco d’azzardo. I governi hanno iniziato a considerare limitazioni per il gioco con il Decreto Balduzzi del 2012, un testo che prende il nome dall’allora ministro della Sanità.

Fino ai giorni nostri in cui per ultime vediamo nel Decreto Rilancio misure che interessano tutti gli operatori di scommesse con una nuova tassa addizionale sulla raccolta dello 0,5%.

Ma che ruolo hanno assunto i governi verso il gioco d’azzardo?

Attualmente le leggi principali a cui far riferimento sono il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) e il Decreto Dignità del Governo Di Maio.

Il comma 6a dell’art. 110 del TULPS contiene tutti i parametri delle slot machine terrestri, definite AWP o New slot. Da notare come siano previsti anche elementi di abilità, oltre a quelli aleatori “che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco

Nel comma 6b si specificano le caratteristiche delle VLT (Video Lottery Terminals) che, invece, non presentano alcun elemento di abilità.

Il TULPS è stato ritoccato negli anni e le AWP, dalla loro introduzione nel 2005, sono passate dall’avere un payout del 75% ad un valore del 65%, cioè ogni 100€ giocati ne ritornano 65€ all’utente; mentre le VLT sono state abbassate dal 85% all’83%, ma con “tassa sulla fortuna”  che prevede il prelievo del 20% delle vincite superiori a €200.

Misure per contrastare il gioco d’azzardo e la ludopatia sono state adottate anche nel Decreto Dignità istituendo il divieto di ogni tipo di pubblicità al gioco d’azzardo.

Purtroppo l’AGCOM con una sua relazione ha fatto emergere alcune lacune sulle misure del decreto che di fatto ne hanno inibito l’esecutività

Già nel 2016 infatti, la Legge di Stabilità definiva i criteri pubblicitari secondo studi di istituti indipendenti. Inoltre il decreto Balduzzi aveva anche legiferato in questo senso, dando poteri all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato di multare chi non avesse seguito le regole.

La morale è che la situazione attuale è molto nebulosa con una legge difficile da mettere in pratica. I bookmakers sono comunque scomparsi dai principali media comunicativi, ma il messaggio continua a essere presente su altre piattaforme come Internet, seppur in modo meno aggressivo ed esplicito.

Cosa dicono i lavoratori del settore?

È importante dare voce anche a chi queste scelte le subisce in prima persona, scopriamo così che forse i Governi avrebbero dovuto preferire una politica d’azione diversa.

Non sono poche le associazioni che si sentono frustrate e dimenticate per queste ultime scelte di aumento di tassazione, nonché di chiusura prolungata delle sale da gioco.

Emirebus, FIEGL (Federazione Italiana Esercenti Gioco Legale), LOGiCO (Lega Operatori di Gioco su canale Online) e la stessa ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) sono ciniche nell’annunciare che si sta andando incontro a una flessione del mercato che porterà a licenziamenti obbligati da parte degli esercenti, con il rischio di far proliferare il gioco illegale.

Perciò possiamo affermare che, sebbene sia tacito che le fasce più delicate vadano tutelate dai pericoli della ludopatia, nondimeno andrebbero aiutati anche tutti gli operatori e i professionisti che lavorano nel settore del gioco garantendo un ambiente legale e responsabile, come previsto dalle norme vigenti.

Forse proprio da questi spunti si potrebbe decidere di allargare il punto di vista sul gioco che su alcuni tratti ha perso il contatto con una realtà molto dinamica, che è sfociata, ad esempio, nella nascita dei Casinò Online, cioè piattaforme digitali che permettono il gioco a blackjack, roulette, slot online e giochi simili direttamente dal computer o smartphone. Negli ultimi anni sono state giocate somme sempre crescenti in maniera telematica, e i primi dati confermano un “boom” durante questa quarantena.

Basta questo semplice esempio per capire quanto la lotta alla ludopatia debba essere portata avanti su binari differenti oltre che su quello di una coercitiva proibizione della pubblicità.

Il Governo dovrebbe coinvolgere nelle sue decisioni tutte le categorie sociali, altrimenti si rischia di creare emendamenti di poco impatto sul problema della ludopatia e che addirittura diventano terreno fertile per le pratiche illegali. In Italia l’industria del gioco d’azzardo ha un’impronta di circa 10 mld/anno di euro conferiti al Fisco e per questo avrebbe senso anche muoversi in una direzione più autentica cercando di unificare leggi e regolamenti che invece risultano troppo spesso confusi e frammentari.