Riforma del diritto di famiglia: tutte le novità e l’introduzione della mediazione familiare. Conosciamola meglio

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A leggere commi e idee di separazione, sembra d’essere lontani anni luce della sfera dei sentimenti. Seppur nella visione romantica cantata da Venditti “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, altri approdano direttamente in tribunale. Pronto a rivoluzionare la giurisprudenza in tema di separazione è il decreto legge del senatore Pillon in discussione a Settembre, ma già in dibattito sociale. Tra le novità, via l’assegno per i figli e l’assegnazione della casa, ma tempi paritetici da spendere insieme. Introdotta poi la mediazione familiare obbligatoria. La fine di una storia d’amore quando ci si è giurati amore eterno non è mai una fine indolore, specie quando ci sono dei figli, inoltre la separazione non incide solo sui sentimenti ma anche sulle questioni materiali. Le nuove norme prevedono che chi vorrà separarsi dovrà obbligatoriamente rivolgersi ad un “mediatore familiare”, figura già in auge da qualche anno, le coppie fino ad oggi si rivolgono spontaneamente o su indicazioni di esperti o del giudice al mediatore familiare, con l’obiettivo di ritrovare l’equilibrio e la comprensione umana e genitoriale anche dopo la separazione. Con la riforma, diventa obbligatoria e a carico di chi si separa, con la clausola di invarianza finanziaria. Un incontro di mediazione costa all’incirca cinquanta euro, ma può arrivare anche al doppio, a cui si aggiunge il costo degli avvocati, che secondo un recente decreto del ministero della giustizia, ricevono per la mediazione un corrispettivo ad hoc. Il ddl poi prevede, salvo in rari casi, l’eliminazione dell’assegno di mantenimento a favore del genitore meno capace economicamente, senza tenere conto di coloro che non hanno un lavoro o che magari vi hanno rinunciato. Ma non è tutto: il progetto di legge prevede che chi non ha la possibilità di ospitare il figlio in spazi adeguati non ha diritto di tenerlo con sé secondo i tempi “paritetici”. Un corto circuito normativo: il genitore più povero rischia di perdere anche la possibilità di vedere il figlio. Il disegno di legge, mette mano anche alle norme sulla casa: se l’abitazione familiare viene, in via del tutto eccezionale, assegnata a uno dei due genitori, costui deve versare all’altro un’indennità di occupazione che sarà soggetta a tassazione. Sino a oggi la legge prevedeva che il giudice dovesse tenere conto del valore dell’assegnazione nella regolamentazione dei rapporti tra i genitori, con la riforma invece ci sarà un passaggio di denaro e la creazione di nuove tasse. Una riforma che presenta qualche stortura, rischiando di discriminare i figli di coppie separate, trattati diversamente rispetto agli altri. Con buona pace del tanto declamato “best interest of the child” –migliore interesse del fanciullo- che ricorre spesso in allegato alla relazione che accompagna il disegno di legge. Sembrerebbe leggendo il nuovo ddl che si voglia riscrivere diversamente la bi-genitorialità: uguaglianza e parità materiale a annullando il significato di pari responsabilità nella gestione di due ruoli diversi e complementari. Gli aspetti sociali e normativi del nuovo decreto legge introducono però una novità, che se vedrà la luce, sarà obbligatoria: la mediazione familiare, introducendo a pieno titolo nell’integrazione professionale anche il mediatore familiare. Così ho deciso di conoscere questo istituto da vicino, parlandone con la dottoressa Mariella Romano, laureata in giurisprudenza e dal 2013 mediatrice familiare, dopo un master in mediazione familiare e pedagogia familiare, iscritta ad una delle associazione più rappresentative della mediazione in Italia: A.I.Me.F, in quanto non esiste ancora un albo professionale per i mediatori familiari, e mi spiega nella nostra chiacchierata che l’istituzione di un vero e proprio albo professionale è uno degli aspetti presi in considerazione dal ddl Pillon.

1. Chi è e cosa fa il mediatore familiare?

-Il mediatore familiare è un professionista altamente qualificato che ha competenze di tipo sia giuridico che psicologico ed è inoltre esperto nelle tecniche di negoziazione. Normalmente si tratta di un avvocato, di uno psicologo, di un pedagogista o di un operatore del sociale che si è poi ulteriormente specializzato attraverso appositi corsi post laurea.
-Il mediatore familiare accoglie le persone ed il loro disagio; ascolta i bisogni e le esigenze di ciascuno; tiene conto del punto di vista di tutti e ne valorizza le risorse; aiuta le parti a comunicare in maniera rispettosa e stimola le persone a trasformare il conflitto in qualcosa di costruttivo nell’interesse di entrambi e degli eventuali figli.

2. Come Mediatore Familiare qual è l’approccio utile per stimolare la costruzione di un dialogo complice e progettuale nella coppia?

-Sicuramente quello di far capire ai mediandi cosa vuol dire “separarsi bene”, dando voce alla multidisciplinarietà delle tematiche legate alla famiglia, per comprendere disagi e possibili sviluppi sani e cercando di spiegare le dinamiche connesse alla mediazione familiare, come relazione di aiuto che si inserisce nel vissuto emotivo della famiglia.

3. Nella maggior parte dei casi la coppia separata non riesce ad arrivare ad un divorzio consensuale e così ricorre al parere del giudice per la decisione sulle modalità, oneri compresi, del divorzio. Perché sente di consigliare la via della Mediazione Familiare? L’approccio verso il conflitto e verso le parti coinvolte è diverso?

-La mediazione familiare è quello strumento che consente alla coppia genitoriale di giungere ad un’elaborazione consapevole della fine della propria unione. Essa garantisce una paritetica applicazione del principio di bigenitorialità , prevenendo quegli effetti psicologici ed emotivi che potrebbero ripercuotersi sulla crescita dei figli.
-La mediazione familiare sottolinea l’importanza di decidere il proprio futuro in prima persona ponendo al centro dell’accordo il superiore interesse dei figli. L’aspetto piu’ caratterizzante della mediazione familiare è quello della responsabilità genitoriale. Quella responsabilità e competenza genitoriale che senza sconti o deleghe vengono poste al centro della riorganizzazione della famiglia dopo la rottura del legame coniugale.

4. Il ddl Pillon che intende riformare il diritto di famiglia introduce tra le novità la mediazione familiare obbligatoria, cosa ne pensa lei?

– Non posso che essere fiduciosa, se si tiene conto del fatto che l’U.E. ha già da anni espressamente indicato i principi a cui ogni Stato membro dovrebbe ispirarsi nel promuovere la mediazione familiare i quali sono stati recepiti da molti di essi con una concreta applicazione della procedura di mediazione. Inoltre è anche opportuno sottolineare che la mediazione familiare non è solo uno degli aspetti salienti previsti dalle politiche sociali dell’Unione Europea , ma è anche lo strumento con cui un Paese civicamente evoluto avrebbe il dovere di risolvere le proprie controversie endofamiliari.

5. Quella postilla “obbligatoria” ritiene possa spaventare la coppia che dovrebbe intraprendere il percorso di mediazione?

-Potrebbe…, per questo motivo risulta fondamentale che durante il primo incontro informativo la coppia genitoriale riesca a comprendere modalità , tempi , ruoli e finalità della procedura mediativa di cui saranno esclusivi protagonisti.

6. Il percorso di mediazione si può interrompere in qualsiasi momento, se dovesse divenire obbligatoria ed una coppia per assecondare l’obbligatorietà intraprende il percorso di mediazione ma lo interrompe ben presto, non si rischia di incorrere in un cane che si morde la coda?

-Il ddl è ancora in fase di elaborazione pertanto credo che lo stesso sarà soggetto ad altre ulteriori modifiche…ad ogni buon conto posso solo appellarmi al buon senso di coloro che intraprenderanno tale percorso. Genitori in grado di capire che negli affari di famiglia si vince solo se si vince tutti e che pertanto la mediazione familiare rappresenta lo strumento piu’ idoneo a conseguire tale risultato.

Con la collaborazione della dottoressa Mariella Romano, mediatrice familiare