Riforma pensioni: addio Quota 100, cosa cambierà nei prossimi mesi?

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Le modalità per ottenere la pensione di anzianità o di vecchiaia sono spesso al centro dell’attenzione da parte degli organi di governo, che periodicamente modificano le leggi e le normative in vigore e propongono opzioni diverse, più o meno convenienti e interessanti.

Dopo la Quota 100, che ha permesso a molti lavoratori di ottenere la pensione ad un’età relativamente giovane, si sta pensando a diverse alternative, oltre alla possibilità di usufruire di alcune agevolazioni per chi svolge lavori molto pesanti o di accedere agli incentivi sociali studiati per anticipare l’età pensionistica.

Ovviamente, quando si avvicina il momento della pensione, ma non si è ancora del tutto certi riguardo all’età precisa, spesso ci si affida ai simulatori facilmente reperibili online, che permettono di avere per lo meno un’idea relativamente attendibile, sia di quando avverrà il pensionamento, così come dell’importo approssimativo del proprio assegno mensile.

Per fare chiarezza e ottenere informazioni esaurienti sulla propria situazione, è possibile visionare la guida per calcolare la pensione netta presente sul portale pensioniefisco.it, vero e proprio punto di riferimento che mette a disposizione degli utenti approfondimenti dettagliati, così come tutte le ultime news del momento.

Attualmente, le formule che potrebbero essere messe in atto per raggiungere la pensione sono le seguenti:

  • Possibilità di pensione anticipata entro i 63 anni con sistema contributivo;
  • Flessibilità e possibilità di anticipo per le mansioni usuranti e i lavoratori considerati più fragili;
  • Anticipo Pensionistico con restituzione rateale;
  • Possibilità di anticipo per le donne;
  • Possibile quota 102.

Si tratta solo di alcune tra le proposte che negli ultimi mesi il Governo Italiano sta valutando per stabilire quali andare ad attuare nel concreto nel prossimo futuro.

Come funzionano i simulatori del reddito pensionistico

Il sito stesso dell’Inps propone un simulatore che permette agli utenti di avere una stima della propria pensione, dalla situazione contributiva, alla data utile, all’importo del reddito mensile. Utilizzare il simulatore è molto semplice, basta registrarsi al sito dell’Inps, entrare nella propria area personale e seguire la procedura indicata nel proprio fascicolo previdenziale.

Naturalmente si tratta di una soluzione possibile solo quando ci si trova realmente a ridosso dell’età pensionistica, e non può invece essere utilizzato per chi avesse ancora diversi anni di lavoro da svolgere.

In alcuni periodi, è l’Inps stesso che provvede ad inviare la situazione contributiva ai propri iscritti, tuttavia si tratta di una situazione che oggi si verifica molto raramente, proprio a causa della possibilità di accedere all’area personale del portale.

Quali imposte si pagano sul reddito pensionistico

In genere, utilizzando un simulatore, si ottiene una cifra che equivale, approssimativamente, a quella che potrebbe essere la propria pensione lorda. Da questo importo verranno poi detratte le imposte, in base alla propria redditualità, oltre alle varie tasse comunali e regionali, se dovute.

Ovviamente, come avviene anche con il reddito da lavoro dipendente, ai pensionati spettano le detrazioni di imposta. Come è intuibile, calcolare quello che sarà l’importo della propria pensione diventa un po’ complicato, per questo si consiglia di utilizzare gli strumenti di simulazione online. Inoltre, la situazione fiscale non è uguale per tutti. Alcuni pensionati non possiedono ulteriori redditi e non devono dichiarare nulla, l’unica tassazione è quella già calcolata sul cedolino della pensione mensile.

La questione cambia per chi possiede immobili, terreni o dispone di altri redditi, ad esempio una pensione integrativa o, nei limiti di quanto la legge consente, un reddito per una prestazione d’opera.

In ogni caso, è bene considerare che il calcolo della pensione dipende da alcune variabili che vengono spesso modificate nel corso delle diverse legislazioni. Per questo si consiglia di verificare spesso la propria situazione contributiva direttamente tramite la sezione personale Inps, oppure rivolgendosi ad un centro assistenza fiscale abilitato, per evitare qualsiasi rischio di valutazione non corretta, oltre ad informarsi costantemente sulle riforme legislative.