Rigenerazione del patrimonio urbano
A Napoli la ricetta dei costruttori

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Riqualificazione e rigenerazione del patrimonio edilizio: sono stati questi i temi al centro dell’incontro promosso dall’Acen, associazione costruttori edili di Napoli. Un convegno che ripropone la Riqualificazione e rigenerazione del patrimonio edilizio: sono stati questi i temi al centro dell’incontro promosso dall’Acen, associazione costruttori edili di Napoli. Un convegno che ripropone la necessità di discutere da angolazioni differenti, le possibili sinergie tra due forme di intervento quali, appunto, la riqualificazione e la rigenerazione del patrimonio delizia, tenendo conto di vincoli, regole, potenzialità. Abitare la città significa mettere in campo politiche urbane e visioni strategiche di sviluppo che hanno ripercussioni di effetti determinanti sulla vita degli individui che vivono la città stessa. La crisi economica ha influito fortemente sul recupero edilizio incidendo sugli investimenti che ovviamente hanno subito un rallentamento. A questo si aggiunge che per molto tempo, le regole hanno rappresentato un freno al cambiamento mentre potrebbero rappresentare una spinta allo sviluppo della città. I nuovi contratti come, per esempio, il ren to buy, che richiede un minimo di investimento e dilatazione del tempo per completare l’acquisto della casa, e il social Housing che dovrebbe essere governato da fondazione denti locali, potrebbe se, secondo gli organizzatori del convegno, ridurre ulteriormente il costo per le giovani coppie che intendono trovare un’abitazione. “I prezzi reali delle case sono diminuiti del 25% in sette anni e bastano sei annualità di reddito familiare per comprare una casa, a fronte dei nove anni del 2008 – ha affermato Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – Nonostante questo la domanda teorica non diventa ancora reale. Il mercato nella 2015 vedrà un leggero incremento in termini di compravendite e una stabilizzazione dei prezzi, ma è difficile pensare ad una ripresa che è rinviata al 2016 o anche dopo“. Il mercato napoletano, come ha sottolineato Breglia, “ha avuto un trend peggiore della media italiana, anche per carenza di offerta di qualità e di prodotto interessante“. “La sfida per la città e gli operatori – ha aggiunto – come prepararsi alla ciclo di ripresa con prodotti nuovi, validi e capace di intercettare una domanda sempre più esigente e che può spendere sempre meno“. Alla domanda se si possono ancora abitare le città, ha provato a dare una risposta l’economista Massimo Lo Cicero: “se le cambiamo e le rendiamo più sicure più gradevoli e più utile sia per il lavoro sia per il tempo libero, si può fare“. “Per abitare la città – ha concluso – si deve trovare un modo intelligente di trasformarla“.


Rivoluzione urbanistica, Bcc accanto al territorio