Rigenerazione urbana, l’Ue presenta a Napoli “2nd Chance”

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In foto l'ex Ospedale Militare di Napoli

Vecchie caserme militari, fabbriche dismesse nel centro cittadino, antiche ville in rovina, tutti edifici che possono avere una seconda possibilità di vita. Si è parlato di questo a Napoli nell’incontro finale del progetto “2nd Chance”, finanziato dall’Unione europea attraverso il programma Urbact. La città partenopea è capofila di una rete di 11 grandi città che hanno condiviso esperienze e progetti per la riattivazione dei grandi edifici e vuoti urbani abbandonati: Liverpool (Regno Unito), Lublino (Polonia), Maribor (Slovenia), Bruxelles (Belgio), Caen (Francia), Chemnitz (Germania), Gijon (Spagna), Dubrovnik (Croazia), Genova (Italia), Porto (Portogallo) sono le altre città coinvolte che hanno presentato a Napoli i loro progetti. “Sulla rigenerazione urbana e il recupero di spazi abbandonati – ha spiegato il sindaco di NapoliLuigi de Magistris – la nostra città è considerata capofila perché si è sperimentato con successo la partecipazione degli abitanti alla ristrutturazione dei luoghi. L’Ue guarda con favore il rapporto tra bellezza dei territori, recupero e partecipazione della gente”. A Napoli il progetto di riqualificazione riguarda il complesso delle Ss. Trinità delle Monache (Ex – Ospedale Militare) ai Quartieri Spagnoli, elaborato attraverso un processo di progettazione partecipata che ha coinvolto cittadini e amministrazione comunale. “Non è un lavoro astratto – ha spiegato l’assessore all’urbanistica Carmine Piscopo – ma l’inizio di una riqualificazione fisica del luogo e oggi presentiamo le ipotesi di trasformazione. Di recente l’Ue ha premiato Napoli con un ulteriore finanziamento sugli usi civici e il modo in cui la città interpreta i beni comuni”. Tra i progetti presentati anche quello di Dubrovnik, in Croazia, dove si lavora per ristrutturare Villa Gucetic, un bellissimo edificio di cui sono rimasti solo le mura perimetrali nella zona che un tempo ospitava le ville dell’aristocrazia.