Rigori e veleni: l’eterna sfida Juve-Inter

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(AdnKronos) – Il rigore reclamato da Ronaldo nel 1998, passando per il 5 maggio, calciopoli e lo scudetto ‘di cartone’. E poi le battaglie più recenti, con i primi duelli allo Stadium. Juventus-Inter torna ad assegnare punti che valgono per le zone altissime della classifica: nerazzurri primi, bianconeri terzi a soli due punti dalla vetta. Stasera resa dei conti a Torino, dove la formazione di Allegri cerca la vittoria che varrebbe il sorpasso e quella di Spalletti vuole l’exploit per allungare.

Il derby d’Italia, soprattutto in epoca recente, non è tale se non è accompagnato da polemiche e veleni che affondano le radici in vicende arcinote. Stavolta, ad infiammare la vigilia sono state schermaglie ‘televisive’, in particolare legate a qualche dichiarazione sopra le righe passata attraverso gli schermi del canale ufficiale bianconero. Poca roba, in realtà, se paragonata alla ‘storia’ di Juventus-Inter. Gli appassionati più attempati ricorderanno le scintille del 1961, quando i nerazzurri per protestare contro la mancata concessione di una vittoria a tavolino schierarono una formazione zeppa di ragazzini: la Juve non si fece impietosire e vinse 9-1.

La miccia per eccellenza si accende il 26 aprile 1998. Nel testa a testa, avvelenato dalle polemiche per alcune decisioni arbitrali considerate pro-Juve, si arriva allo scontro diretto a Torino. Juve capolista in vantaggio con Del Piero, Inter staccata di un punto che deve vincere per tornare al top. Sull’1-0, l’episodio destinato ad animare le discussioni per i successivi 20 anni. Al 70′, nell’area della Juve si scontrano Ronaldo e Iuliano: tutti giù per terra, l’arbitro non fischia. Rigore? Non per il direttore di gara Ceccarini, sì per il tecnico nerazzurro Simoni -espulso poi per proteste- e per milioni di tifosi interisti che da allora ricorderanno lo scandalo. Da quel momento, Juve-Inter non sarà mai più solo una partita di cartello.

Le due squadre tornano a lottare per lo scudetto, una contro l’altra, nel 2001-2002. I nerazzurri hanno il titolo in tasca, all’ultima giornata devono ‘solo’ vincere in casa della Lazio, gemellata e amica. Lo stadio Olimpico, compreso il tifo casalingo, è tutto per i milanesi. Che riescono a compiere l’anti-impresa per eccellenza: perdono 4-2, dicono addio allo scudetto che finisce ancora sulle maglie della Juve e chiudono addirittura al terzo posto, superati anche dalla Roma.

La storia dei due club cambia radicalmente nel 2006. La bufera calciopoli travolge il calcio italiano. La Juve viene punita per la condotta dei dirigenti Giraudo e Moggi: Serie B, due titoli revocati, squadra rasa al suolo e campioni ceduti. L’Inter beneficia del disastro bianconero: compra Ibrahimovic e Vieira ma -soprattutto- riceve a tavolino lo scudetto 2005-2006. Il terzo posto nella classifica diventa un tricolore per il club del presidente Moratti. Un risarcimento morale, dicono i tifosi nerazzurri. Uno scudetto di cartone, replicano i bianconeri. Ad aggiungere una supplementare dose di ‘pepe’, per non dire veleno, contribuisce l’esito del procedimento disciplinare a carico dell’Inter: tutto in prescrizione, niente eventuali sanzioni per i contatti col mondo arbitrale. Dal 2006 al 2010 l’Inter domina, vince e stravince in Italia e in Europa, conquistando la Champions League alla fine del biennio di José Mourinho. La Juve, invece, è una barca sgangherata che cambia allenatori, non si qualifica nemmeno per le Coppe europee e si ritrova ad esultare ‘solo’ per qualche vittoria di prestigio nei confronti degli odiati rivali.

La Vecchia Signora rialza la testa dal 2011. Nuovo stadio, una fortezza. E nuovo allenatore, Antonio Conte. La Juve torna a fare la Juve e si riprende lo scudetto nel 2012, dando inizio ad una serie tricolore che ancora non si è chiusa. Arrivano 6 titoli di fila, due finali di Champions League, 3 Coppe Italia. La bacheca si riempie, il fatturato esplode e i bianconeri si siedono con regolarità al tavolo dei big d’Europa. A San Siro e dintorni, invece, c’è poco da festeggiare. A novembre 2012 l’Inter di Stramaccioni è la prima squadra a violare lo Stadium bianconero. Grande soddisfazione, ma per tornare al top serve altro. La società passa all’indonesiano Erick Thohir, le delusioni si susseguono dentro e fuori i confini. Il 2017, finalmente, sembra l’anno giusto. Il club ritrova stabilità con il progetto della proprietà cinese degli Zhang, in panchina si accomoda Luciano Spalletti e l’Inter rivede la luce. Primo posto in classifica e con la Juve, stasera, è di nuovo un big match.