RILANCIO DELLA LETTERA DI RUGGERO A IL FOGLIO, CON MIO COMMENTO AGGIUNTO

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Lettera, che mi riguarda, di Ruggero Guarini a Giuliano Ferrara, pubblicata,  il giorno sabato 23 ottobre  2010, come prima lettera sulla rubrica Lettere del Foglio.     Al direttore – Sulle ultime effervescenze campane il commento al tempo stesso più ardito e più acuto mi sembra quello racchiuso in Lettera, che mi riguarda, di Ruggero Guarini a Giuliano Ferrara, pubblicata,  il giorno sabato 23 ottobre  2010, come prima lettera sulla rubrica Lettere del Foglio.     Al direttore – Sulle ultime effervescenze campane il commento al tempo stesso più ardito e più acuto mi sembra quello racchiuso in queste poche righe scritte per “Il Denaro” da quel visionario realista che è il mio amico Giuseppe Corona: “A Napoli tornano i rifiuti e il resto del sud non ride, ma la colpa, si sa, è dei napoletani e dei meridionali, non di una classe politica servile e di chi la foraggiò, il nord, con le tasse dei cittadini espropriati dallo stato Pantalone: politici che, ancora oggi, più che potere per il sud chiedono soldi e piani, socialismo d’accatto, che sia cattolico o ex marxista: Piano e stato a tutto spiano; ma i soldi dove sono? Si ridiano a Napoli-metropoli, non a Napoli-comune, i diritti geopolitici usurpati che le spettano, di grande capitale del Mediterraneo, invece di darli, fatto del tutto improbabile e velleitario, a una capitale continentale del nord. Napoli, si stia sicuri, diventerà uno specchio, molte vecchie facce spariranno e la camorra sarà governabile e addomesticabile! Altro che antimafia e anticamorra!”. Non è geniale? Ruggero Guarini Pubblico questa lettera per due motivi, per onorare e ringraziare, per l’Eternità, Ruggero, scomparso da poco, per chiedere la sua protezione, per la prima manifestazione sul mio libro che su questo argomento, cui tanto teneva, Napoli capitale e su quello della Regione dei due Principati si incentrerà. La Manifestazione, a meno di casi ora non prevedibili,  si terrà, tra circa un mesetto e qualche giorno. La pubblico, dunque, non per vanteria ma per il passo che Ruggero estrasse dal mio articolo, per la proposta che questo passo contiene, “recupero di Napoli al ruolo di Capitale del Mediterraneo come via che porti fuori dalla malavita organizzata”. Nella sua articolazione più completa, questo ruolo dovrebbe vedere coinvolta Roma. Esiste già da tempo un’Associazione importante che, chiamata “RomaNeapolis”, ripropone il legame antico tra Roma e la Magna Grecia, in Neapolis simbolizzata, sarebbe l’area metropolitana più grande d’Italia, un complesso di quasi dieci milioni di abitanti, capace di resuscitare antiche grandezze e la potenza che una volta svolse, che in questo mare, oggi turbolento, sarebbe un valore aggiunto, insieme alla Sicilia e il resto del Meridione, capace di manifestare un convincente linguaggio di pace e di convivenza con tutte le genti che ci attorniano. Con essa, con questa proposta, faccio convivere un’altra proposta: la separazione dalla Campania Felix, la Campania propriamente detta, della “Regione di mezzo, quella dei Due Principati: Benevento/Avellino/Salerno”, come massiccia interconnessione con le altre Regioni, dal Tirreno, allo Ionio, all’Adriatico, nella prospettiva di una Macroregione del Meridione continentale che si congiunga, col Ponte alla Sicilia, indipendente ed autonoma, perchè cessi l’eterna guerra tra Scilla e Cariddi, nella prospettiva degli Stati Uniti d’Italia in una Repubblica Presidenziale, non più Parlamentare e corrotta dal voto di fiducia a governi intimamente deboli, così voluti dalla Costituzione. E’ la vera e unica prospettiva per fare dell’Italia quella che è, un giardino potente e unito, esprimendo tutto il potenziale del nostro paese, Federato in una Europa federata, libero in una Europa libera, senza falsi feticci come l’Euro, senza “europeismi” ma autenticamente Europea. E’ la prospettiva che enucleo dal mio argomentare nel libro, http://www.booksprintedizioni.it/libro/Saggistica/tra-antico-e-moderno, che in esso traccio, chiedendo un accordo tra Centronord, Centrosud e la Sicilia. Su questa prospettiva, RomaNeapolis e Regione dei Due Principati, si svolgerà la mia prima manifestazione di presentazione del libro e tutte le altre che vorranno seguire. Credo che il libro argomenti bene il perchè si debba giungere a tanto, a una Nuova Italia riunificata su basi radicalmente cambiate, che vada oltre il falso e perverso regionalismo fallito, che doveva attenuare il centralismo burocratico e prefettizio romano, rendendolo invece più perverso, aggiungendovi la tecnocrazia di Bruxelles e il ruolo dispotico della grande Finanza europea. A questa proposta dedicherò quanto mi rimane della mia vita, sarà l’unica attività politica pratica, senza ricerche di ruoli istituzionali. Non mi interessano, mai mi hanno interessato, punto da sempre a una nuova leva di politici giovani, totalmente nuova, senza pregiudizi del passato, svincolata da una versione ipocrita, retorica e falsa della nostra Storia e dei suoi momenti topici del Risorgimento e della Resistenza. Questi momenti, più correttamente, dovrebbero essere definiti, il Risorgimento, guerre sabaudo-francesi-prussiane per l’unificazione di una parte dell’Italia, e guerra garibaldina-sabaudo- britannica per l’annessione all’Italia di sopra dell’Italia di sotto, la Resistenza, invece, andrebbe definita così, guerra di liberazione degli angloamericani, più americani che anglo, dalla presenza nazista, guerra condotta partendo dal Sud per giungere al Nord, con quest’ultima guerra abbiamo lasciato sul campo, insieme alle tre parti su quattro di sovranità cedute allo straniero franco/tedesco/britannico, l’intera Sovranità che conta, quella politicomilitare! Il CLN, la Resistenza, era l’accordo tra forze interne, intimamente legate alle potenze straniere, la loro Costituente fondò una Repubblica Parlamentare totalmente straniera! Il libro parla di ciò con evidenza indubitabile, con chiarezza e totale onestà, solo i giovani estranei a vecchi condizionamenti, che le ideologie dei Partiti hanno incarnato, possono impossessarsi della Verità e sulla Verità ricostruire l’Italia, dal Nord al Sud. Devono solo dimenticare quel poco che hanno imparato a scuola, molto poco rispetto alla mia generazione e a quelle di pochissimo distanti dalla mia, per riscoprire i contenuti veri su cui si fonda questa Italia annaspante e agonizzante. Basta con rottamatori ignoranti che ingannano i giovani col giovanilismo, avanti con forze giovani reali, che lottano, studiano e, ciò che importa di più, PENSANO! A quest’ultima impresa io presto e metto a disposizione i miei settanta anni, a questo sogno dal Destino segnati!