Rilasciata Ahed Tamimi

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Tel Aviv, 29 lug. (AdnKronos/Dpa) – E’ uscita di prigione Ahed Tamimi, l’adolescente palestinese diventata un simbolo della protesta dopo il video che la riprende mentre colpisce alcuni soldati israeliani. Ha scontato quasi otto mesi di prigione. Lascia la prigione anche sua madre Mariman. Per entrambe la destinazione è la Cisgiordania.

Nel video del dicembre 2017 diventato rapidamente virale, l’allora sedicenne Tamimi aveva schiaffeggiato e preso a calci alcuni soldati nel vialetto di casa sua. Fu arrestata e con il patteggiamento ottenne una pena a maggio di otto mesi. Il rilascio in anticipo è stato giustificato con motivi amministrativi.

“Ho desiderato questo momento perché mi mancavano molto” ha detto il padre di Tamimi, Bassem. La sua famiglia sta ora cercando di “continuare la vita normale” e ha interrotto le proteste settimanali contro l’occupazione a Nabi Saleh, dove gli scontri con i soldati israeliani sono comuni. Tuttavia, ha aggiunto, a volte “l’occupazione ti costringe a resistere perché non c’è altro modo”.

La giovane era stata arrestata a dicembre lo scorso anno dopo che la madre l’aveva ripresa mentre urlava contro e spintonava due soldati israeliani sulla via d’accesso alla sua casa e il video era stato pubblicato sui social. Durante il processo aveva spiegato di aver aggredito uno dei due soldati perché lo aveva visto colpire al petto, con un proiettile di gomma, il cugino quindicenne Mohammed quello stesso giorno. La scarcerazione anticipata avvenuta per non meglio spiegate ragioni amministrative è stata presa dal servizio penitenziario israeliano.

Tamimi ha convocato una conferenza stampa a Nabil Saleh alle quattro di questo pomeriggio (ora locale, le tre in Italia). “La resistenza continuerà fino a che l’occupazione non finirà”, ha affermato.

Israele aveva spiegato di aver messo soldati a presidiare la casa dei Tamimi perché da lì provenivano lanci di pietre e che le ferite alla testa di Mohammed erano state provocate da una caduta in bicicletta, secondo quanto avrebbe spiegato lo stesso ragazzino in una testimonianza il mese scorso.