Rimborsi fiscali, Campania lumaca d’Europa

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Lo Stato si conferma un pessimo e tardo pagatore. L’Amministrazione finanziaria in Italia impiega mediamente 9,2 anni per rimborsare le imposte, contro una media europea di 3 mesi. Il 24,3% dei rimborsi fiscali cade in prescrizione. E’ questa la sintesi della nuova inchiesta condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani. L’Italia si aggiudica il ‘primato europeo’ per la lentezza nei rimborsi fiscali con 9,2 anni, seguita dalla Grecia (3,6 anni), dalla Bulgaria (3,1 anni) dalla Romania ( 2,9 anni) dal Portogallo, dalla Spagna e Estonia (2,8 anni), da Cipro ( 2,6 anni) dalla Polonia ( 2,1 anni) dalla Francia (1,2 anni), dal Regno Unito, Finlandia, Irlanda, Slovacchia e Lituania (1 anno), dalla Germania, Paesi Bassi, Lituania, Slovenia, Repubblica Ceca, Malta e Ungheria (0,8 anni), dall’Austria, Lettonia, Croazia, Belgio (0,4 anni), dalla Svezia (0,2 anni) e dalla Danimarca e Lussemburgo (0,1 anni).
In Italia, in cinque anni, il debito pubblico per i rimborsi fiscali si e’ quasi raddoppiato passando da 24,2 miliardi del 2013 a 50,6 miliardi del 2018, da rimborsare a 12,9 milioni di contribuenti. Nel 2018, i contribuenti maggiormente penalizzati dai mancati rimborsi dei crediti fiscali sono quelli residenti nelle regioni del Sud Italia con in testa i residenti in Campania, con +225,2%. A seguire i residenti nel Molise con +221,3%, Valle d’Aosta +218,3%, Sicilia con +216,3% e in Puglia con +212,3%. “Per esigenze di cassa non si puo’ sempre far leva sui rimborsi fiscali”, afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. “Potenzieremo l’assistenza ai contribuenti ed agiremo innanzi alle Commissioni tributarie e alla Corte di giustizia europea per far valere i diritti dei contribuenti italiani. Lo Stato non puo’ eccepire la prescrizione nei confronti dei contribuenti quando deve rimborsare le tasse. Urge un’armonizzazione fiscale in modo che, quanto prima, in tutta Europa, la tassazione possa essere omogenea e i rimborsi fiscali possano essere erogati con gli stessi tempi e modalita’”.