Rimborsi in Regione Campania:
7 a giudizio, consiglieri ed ex

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Processo per cinque consiglieri regionali in carica e due ex consiglieri. Si conclude così la prima tranche dell’inchiesta della procura di Napoli sulle presunte irregolarità nei rimborsi erogati in Campania. Al Processo per cinque consiglieri regionali in carica e due ex consiglieri. Si conclude così la prima tranche dell’inchiesta della procura di Napoli sulle presunte irregolarità nei rimborsi erogati in Campania. Al termine dell’udienza preliminare oggi pomeriggio, dopo una camera di consiglio durata tre ore, il gup Francesco De Falco Giannone ha accolto tutte le richieste di rinvio a giudizio avanzate dal pm, Giancarlo Novelli, e dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Il processo comincerà il 5 maggio prossimo davanti alla prima sezione del Tribunale (collegio B). Le accuse contestate a vario titolo sono peculato e truffa. I consiglieri rinviati a giudizio sono Massimo Ianniciello, Sergio Nappi (di Forza Italia), Ugo de Flaviis e Raffaele Sentiero (Ncd), Gennaro Salvatore (lista “Caldoro presidente”). Gli ex rappresentanti dell’assemblea che saranno processati sono Pietro Diodato e Angelo Polverino, all’epoca esponenti del Pdl. A giudizio anche quattro imprenditori che rilasciarono le “pezze d’appoggio” ritenute fasulle che consentirono ad alcuni imputati di ottenere i rimborsi. Quello che si è chiuso oggi rappresenta il primo capitolo di una indagine che coinvolge numerosi altri consiglieri, per i quali saranno proposte dalla procura richieste di rinvio a giudizio. Per diversi altri indagati i pm hanno invece già chiesto l’archiviazione. L’inchiesta riguarda due capitoli di spesa: i fondi per la comunicazioni, e quelli stanziati per le attivita’ istituzionali. Danaro erogato, secondo gli inquirenti, spesso sulla base di rendicontazioni fasulle: false fatture per operazioni inesistenti oppure con ricevute per acquisti che nulla hanno a che fare con l’attivita’ politica. I consulenti della procura individuarono “pezze di appoggio” relative a libri scolastici, articoli per la casa, gomme da masticare e prodotti per l’igiene della persona (toiletteria, make up donna), occhiali da vista, sigarette e articoli da regalo comprati in gioielleria, accessori per motocicli e farmaci, conti di bar e ristoranti). Ad aprile i magistrati della “sezione reati contro la pubblica amministrazione” firmarono avvisi di conclusioni delle indagini preliminari per 51 consiglieri. Diversi indagati si sono presentati in procura per fornire spiegazioni, in alcuni casi apparse convincenti tanto da indurre la procura a trasmettere al gip richieste di archiviazione.