Rimonta nel finale al Maradona: il Napoli batte la Juventus 2-1 e si presenta con ottimismo a Leicester

106
dalla pagina facebook di Koulibaly

3^ Giornata di Serie A
Stadio: Diego Armando Maradona
Napoli (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Anguissa, Fabian Ruiz; Politano, Elmas, Insigne; Osimhen
Juventus (4-4-2): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Pellegrini; Mckennie, Rabiot, Locatelli, Bernardeschi; Kulusevski, Morata

Una città in festa e gli uomini in azzurro con il sorriso stampato in faccia: queste le conseguenze della rimonta del Napoli ai danni della Juventus, in scena al Maradona in una partita combattuta ed incerta fino all’ultimo. L’undici titolare di entrambe le formazioni non è stato quello ideale, anche a causa di una programmazione rivedibile del calendario: il Napoli ha fronteggiato diversi infortuni, facendo esordire il neoarrivato Anguissa a causa delle assenze di Demme, Lobotka, Mertens ed ovviamente Ghoulam; la Juventus si è presentata senza Chiesa, Dybala, Bentancur, Alex Sandro, Danilo, Arthur, Cuadrado e Kaio Jorge. Tanti cognomi mancanti all’appello di mister Allegri, che non ha comunque cercato scuse alla vigilia del big match.
Inizia forte il Napoli con Politano che, pescato in area di rigore dal lancio del solito Insigne, fallisce una buona occasione di testa per passare immediatamente in vantaggio. Gli azzurri spingono e guadagnano metri e corner, che tuttavia non sfruttano a dovere, prima di venire beffati da una clamorosa dormita di Manolas: il greco riceve palla da Di Lorenzo ma viene scippato dal lesto Morata, abile a non farsi ipnotizzare da Ospina portando i bianconeri sullo 0-1.
Una Juventus così falcidiata dagli infortuni può dunque mettere in pratica il suo piano gara nelle migliori condizioni possibili: in vantaggio contro un Napoli scosso da un suo stesso errore, gli ospiti attendono compatti il giro palla degli azzurri, e cercano il raddoppio prima con Bernardeschi al 19’ e poi con McKennie al 24’; le conclusioni non impensieriscono Ospina. La squadra di Spalletti risponde con delle incursioni di Anguissa ed Elmas, oggi parso in grande difficoltà contro il texano.
Un’occasione importante arriva al 44’, nuovamente per gli ospiti: Koulibaly spazza il pallone ed Insigne, da fuori area, opta per un retropassaggio di testa verso Ospina, che è rapido ad anticipare Kulusevski sull’errore del compagno.
Su questo ennesimo svarione si chiude un primo tempo teso e combattuto, con la Juventus meritatamente sopra un Napoli spento e spaventato.

in foto (da Undersat): il grafico temporale degli xG* fotografa bene la partita, che ha visto gli ospiti dominare senza eccessive difficoltà il vantaggio. La squadra di Spalletti ha tirato spesso in porta nel primo tempo, senza creare eccessivi pericoli, ma nella ripresa…” *Gli “xG”, Expected Goals, indicano la quantità di goal che una squadra o un calciatore avrebbe dovuto segnare calcolando la qualità dei singoli tiri (e la conseguente possibilità di segnare), che viene sommata al termine della partita. In riferimento ad una singola conclusione indica la probabilità che essa si trasformi in goal

Il tecnico azzurro sostituisce Elmas con Ounas, sistemandolo alle spalle di Osimhen per creare maggiori pericoli alla difesa avversaria, parsa solida ed ordinata nel corso dei primi 45’.
La mossa di Spalletti, ed i discorsi poco tranquilli che avrà certamente riservato ai ragazzi nello spogliatoio, cambiano completamente l’inerzia della gara (che vedrà dominare il Napoli nel secondo tempo, come testimoniato dal grafico). Gli azzurri schiacciano la Juventus ed acciuffano il pareggio al 57’, complice nuovamente un errore del singolo: Insigne calcia a giro dai venti metri e Szczęsny (grazie Google) risponde con una debole respinta, favorendo il tap-in vincente del glaciale Politano, che torna al goal e fa esplodere di gioia il Maradona. Ancora una volta non perfetto il portiere polacco, soggetto a forti critiche dalla tifoseria negli ultimi mesi.
Il goal infiamma il match, McKennie da lontanissimo ed Insigne in percussione provano a portare le rispettive squadre in vantaggio. I tecnici tentano di cambiare l’inerzia della partita con i cambi, ma è solo all’85’ che si chiudono definitivamente i conti: Kean devia di testa verso la porta sbagliata il cross del subentrato Zielinski, Szczęsny è reattivo nel rispondere quanto Koulibaly ad avventarsi sulla respinta e far gioire un popolo intero. Trionfa il Napoli per 2-1 al Maradona, mandando un chiaro messaggio alle Foxes di Brendan Rodgers: giovedì al King Power Stadium sarà battaglia.