Rinnovabili, Ludovica Zigon: Italia può essere l’Hub dell’Area Med

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In foto Ludovica Zigon

Italia come Hub delle energie rinnovabili del Mediterraneo. E’ la visione a cui approda Ludovica Zigon, sales director di Getra spa, in un’intervista rilasciata a margine dell’incontro sul tema “Lo sviluppo sostenibile”, organizzato il 6 settembre scorso a Salerno presso la Sala Pasolini. “Per l’area europea – spiega l’imprenditrice nel suo speech – appare necessario attingere al potenziale di generazione da fonti rinnovabili presenti in particolare nei paesi del Nord Africa, dove il solare fotovoltaico gode di condizioni ambientali più stabili e continue. Sarà dunque indispensabile creare di una infrastruttura di rete elettrica sufficientemente estesa ed affidabile (supergrid), in grado cioè di soddisfare sia il crescente fabbisogno interno dei Paesi produttori che di esportare il surplus di energia verso la Sponda Nord del Mediterraneo. Questa prospettiva attribuisce all’Italia – e al nostro Mezzogiorno – un ruolo cruciale nel sistema delle reti elettriche. L’Italia e il Sud conseguiranno in posizione baricentrica tra bacino del Mediterraneo ed Europa continentale, in campo energetico non meno che in campo marittimo, portuale e logistico”.

Quale modello si svilupperà nei prossimi anni?
“Entro il 2040 ci saranno 1 miliardo di smart homes e 11 miliardi di elettrodomestici intelligenti nel mondo. Si calcola inoltre che l’ottimizzazione di questi terminali del consumo di energia potrà consentire una riduzione di più del 10% del consumo di energia domestica. L’intelligenza artificiale, in sostanza, sarà lo strumento che aiuterà il settore a trasformare l’enorme quantità di dati a disposizione in nuove soluzioni per le sfide che ha davanti”. Il modello energetico più probabile vede dunque l’evoluzione delle infrastrutture di rete elettrica verso sistemi di dimensione sovranazionale. Ma la transizione energetica richiede una trasformazione che non si riduce a pura estensione dimensionale. Il modello del futuro sarà frutto del passaggio dalle reti tradizionali alle infrastrutture intelligenti, assistite da adeguate tecnologie di accumulo. Le reti elettriche assumeranno sempre più il ruolo di grandi inter- connettori e cambierà anche la struttura di produzione e distribuzione dell’energia elettrica”.

E le priorità?
“Senza dubbio tre: ottenere più energia e meno emissioni: ridurre le produzioni di inquinanti e Co2 per unità di Pil prodotta; favorire la dematerializzazione dell’economia mediante l’economia circolare, ossia quei processi in base ai quali gli stessi materiali divengono fruibili per diversi cicli di produzione di beni, attraverso riuso e riciclo”.

Oggi l’80% per cento del mercato è ancora dominato da fonti fossili. In futuro cambierà lo scenario?
“La quota di elettrico sul totale energia dovrà essere 3 volte superiore rispetto ad oggi entro i prossimi decenni. A questo incremento va aggiunta poi la domanda potenziale generata da 1 miliardo e mezzo di persone che ad oggi non sono servite da forniture di energia elettrica. E ancora: un altro miliardo accede all’energia elettrica in modo discontinuo e precario a causa delle reti di fornitura che non sono né stabili né sicure. In sintesi, ad oggi 3 persone su 10 sul pianeta non hanno possibilità di fruizione degli standard minimi di accesso all’energia”.

Parlando di sostenibilità che interventi le vengono in mente?
“La sostenibilità richiede dunque che l’umanità affronti un cimento fondamentale: ottenere in futuro “più energia e meno emissioni”. Come abbiamo visto ciò è possibile solo con lo sviluppo della elettrificazione che allontana la produzione dai luoghi di consumo e promuove energia sostenibile. Uno scenario che implica alcuni passaggi fondamentali: incremento globale delle produzioni da fonti rinnovabili; incremento efficienza delle reti elettriche con la transizione dalle reti tradizionali alle reti intelligenti (smart grid); introduzione di un modello di sistema elettrico a dimensione sovranazionale e transcontinentale (supergrid)”.