Rinnovabili per gli arabi Joint venture da 500mln

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UN PARTNER ARABO per diventare uno dei primi player mondiali nell’ambito delle energie rinnovabili. La campana Savenergy chiude un accordo di joint venture con la UN PARTNER ARABO per diventare uno dei primi player mondiali nell’ambito delle energie rinnovabili. La campana Savenergy chiude un accordo di joint venture con la Al Hamed Enterprise Group di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, e si prepara a investire mezzo miliardo di dollari in giro per il mondo. Nell’affare, presentato lunedì 7 aprile a Napoli, entra anche il gruppo Maccaferri. Core business della società che nasce da questo patto a tre, la Savenergy Gulf, è la costruzione di impianti in grado di produrre energia da fonti rinnovabili. Vale a dire alberi con pale eoliche, sttrutture idroelettriche, coperture di edifici con pannelli fotovoltaici. E molto altro. Già fissate le aree di intervento: l’intero bacino del Mediterraneo, considerato dai partner della joint venture un mercato in forte espansione, e i Paesi de Centro e Sud America, dove è forte l’interesse per le energie rinnovabili. I vertici delle società interessate, Marco Salvato per Savenergy, lo sceicco Al Hamed per il gruppo degli Emirati e Michele Scandellari per Maccaferri, hanno in mente un piano di sviluppo molto più ampio. Che comprende, stando a quanto riferiscono fonti interne, un aspetto tecnico scientifico e uno economico finanziario. Impianto avveniristico in Giordania – Alla prima linea d’intervento fa capo l’area ricerca della Savenergy, impegnata nello sviluppo delle pratiche di efficientamento energetico e storage. Più incentrato sulla crescita del gruppo il progetto che mira alla creazione di un fondo globale d’investimento nel quale attrarre capitali istituzionali qualificati da investire in vari Paesi del mondo. La prima opera a cui lavora, già da ora, la neonata Savenergy Gulf, è un impianto fotovoltaico da costruire in Giordania. Cinquanta milioni di investimento per un contratto, stipulato con il Governo locale, che garantisce al gruppo campano arabo la somministrazione di energia per 20 anni e un ritorno economico di 7 milioni di dollari l’anno. A conti fatti un affare da quasi 150 milioni di dollari. Ma perché un grande gruppo arabo come Al Hamed sceglie una società campana come partner? “Credo che la scelta dipenda dal fatto che siamo una delle realtà più attive e smarte nel settore delle energie rinnovabili”, precisa il presidente Salvato, che partecipa alla presentazione della joint venture in qualità di presidente della Savenergy. “L’accordo appena sottoscritto – chiosa – dimostra come le aziende italiane capaci di guardare al futuro con dinamismo e modernità possono rivestire una posizione di leadership in vari segmenti del mercato globale”. Sede principale a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, la Savenergy opera principalmente in Algeria, Cile, Cina, Kuwait, Repubblica Dominicana, Romania, Stati Uniti d’America, Tunisia, Uruguay. In Italia, tra i numerosi interventi realizzati, uno dei più consistenti è la copertura, con 4800 pannelli fotovoltaici, dello stabilimento di Atitech presso l’aeroporto internazionale di Capodichino a Napoli. E.S.