Riordino dei laboratori di analisi, Topo (Pd): stop al caos

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La riforma delle rete regionale dei laboratori di analisi attuata dalla Regione Campania fa acqua da tutte le parti e mette a rischio migliaia di posti di lavoro e il destino La riforma delle rete regionale dei laboratori di analisi attuata dalla Regione Campania fa acqua da tutte le parti e mette a rischio migliaia di posti di lavoro e il destino di centinaia di imprese senza conseguire alcun risparmio. Rivisitare il decreto commissariale n. 109 del 13 gennaio scorso relativo al riordino delle rete regionale dei laboratori, differire di almeno sei mesi l’entrata in vigore del decreto, istituire ad horas una commissione ad hoc paritetica tra la Regione, le imprese, i sindacati e le associazioni di categoria per la verifica dei modi e tempi del riordino dei laboratori in Campania. E ancora determinazione del costo medio delle prestazioni di laboratorio su cui misurare la praticabilità degli accorpamenti previsti dalla norma, regolamentazione del service e soprattutto rendere facoltativa la conversione degli attuali laboratori che effettuano meno di 70 mila prestazioni annue in centri prelievo preludio per la loro totale chiusura e soppressione. Sono queste le richieste dell’Anisap associazione di categoria che dall’entrata in vigore del decreto regionale ha raccolto il grido di protesta di centinaia di laboratori di analisi accreditati messi a rischio dalla norma. “Sullo sfondo – avverte Raffaele Topo capogruppo del Pd in Consiglio regionale – resta l’esigenza di garantire la sicurezza dei pazienti laddove la circolazione di provette sul territorio e da un punto prelievo al centro analisi di riferimento, comporta un rischio non azzerabile di confusione, smarrimento, ed errore oltre che di corretta conservazione della matrice biologica da analizzare assolutamente non accettabile. Senza contare la tutela di posti di lavoro qualificati e il rapporto capillare tra strutture sanitarie e territorio costruito in anni e anni di attività”. Un riordino, quello dei laboratori di analisi sul territorio. Che le linee guida del ministero lasciano alla autonomia delle Regioni. Al riguardo, Proprio Topo nella prima seduta utile della riunione dell’Aula del Consiglio regionale della Campania presenterà una interrogazione all’indirizzo del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro anche in qualità di commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit della sanità regionale. “Il decreto 109 del 2013 – conclude Topo – presenta anche una grave anomalia laddove stabilisce che le Asl devono predisporre i piani di attuazione entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto e dunque ben prima della scadenza del tempo concesso alle strutture per comunicare la loro scelta in merito all’aggregazione fissato in 180 giorni”. Sul punto è mobilitata anche l’Aspat che auspica una moratoria di sei mesi dall’obbligo di aggregazione lasciando alla volontarietà dei singoli a realizzare da subito le reti dei centri analisi.