Rise of Ruins: innovazione, videogame, territori e nuova economia della cultura in Molise

in foto: Rise of Ruins Copyright Parco Archeologico Sepino, Courtesy TuoMuseo

L’Occhio di Leone, ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte, in Italia e all’estero, avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

di Azzurra Immediato

Nel Molise, il Parco Archeologico di Sepino diventa un laboratorio di sviluppo attraverso il videogioco. Con la visione di Fabio Viola e TuoMuseo, la dimensione della gamification entra nelle politiche culturali e apre una nuova stagione per le aree interne italiane. C’è un’Italia che non si vede in modo completo dalle grandi mostre, né dalle capitali dell’arte. È l’Italia dei parchi archeologici cosiddetti minori, delle aree interne, dei luoghi che custodiscono il tempo e ne attendono un nuovo linguaggio. È da qui che parte una delle sperimentazioni più audaci degli ultimi anni: Rise of Ruins, il primo videogioco gestionale in ambito culturale, promosso dal Parco di Sepino e sviluppato dal collettivo TuoMuseo guidato dal gamification designer Fabio Viola. L’idea è tanto semplice quanto potente: permettere a chiunque, da qualunque parte del mondo, di diventare “direttore” del parco, gestendo scavi, restauri, bilanci, imprevisti e allestimenti museali. Una simulazione che non è evasione ludica ma educazione alla complessità, e che traduce la cura del patrimonio in gesto partecipativo. “L’importanza di questo prodotto risiede non soltanto nella sua valenza di strumento di promozione del patrimonio culturale del Parco, ma anche nella resa della complessità delle molteplici attività che avvengono dietro le quinte” ha affermato il direttore (quello vero) del Parco Archeologico di Sepino, Enrico Rinaldi. In tale pensiero è racchiusa la chiave economico-culturale del progetto: Rise of Ruins è un modello di gestione culturale dinamica, non solo un videogame, un modo per raccontare e rendere accessibili processi reali come scavo, restauro, valorizzazione, attraverso un linguaggio capace di intercettare le nuove generazioni e di connettere pubblico e istituzioni. La visione di Fabio Viola, fondatore di TuoMuseo, è quella di una cultura giocabile che rinnova le strategie di fruizione e di promozione territoriale: “Per la prima volta l’archeologia diventa un videogioco manageriale. Rise of Ruins si basa su un accurato apparato scientifico e storico che porta il giocatore a rivivere le fasi di scavo che hanno portato alla luce il sito romano di Saepinum attraverso decisioni e strategie da portare avanti per diventare un bravo direttore del parco archeologico. Un progetto che coniuga aspetti didattici e divulgativi anche pensati per studenti e giovani professionisti dei beni culturali con una componente di forte coinvolgimento in grado di richiamare milioni di videogiocatori desiderosi di scoprire e musealizzare reperti reali”. Dietro questa formula si scopre il nuovo approccio, ossia trasformare la gamification da strumento di intrattenimento a infrastruttura di innovazione culturale, capace di generare valore economico, sociale e identitario. Il progetto segna un cambio di paradigma nelle politiche di valorizzazione dei beni culturali, in cui il turismo esperienziale incontra la tecnologia e Rise of Ruins apre la strada a un nuovo modo di percepire la fruizione culturale come esperienza interattiva. L’utente non è più spettatore, ma gestore, curatore, partecipe, mentre la cultura non viene più solo osservata, ma è amministrata, vissuta e le sue sfide divengono campo di azione da videogame. Così, l’esperimento di Sepino può essere letto come una micropolitica del futuro,  un caso virtuoso di come le aree interne possano diventare hub di innovazione, luoghi dove la tecnologia non cancella la tradizione, ma la riattiva, anche mediante una vettorialità fatta di educazione verso i più giovani, come osservato dal direttore esecutivo del progetti, Michele Laurenzana, proprio perché l’aspetto formativo, in effetti, è centrale: il gioco diventa un ponte intergenerazionale, un modo per tradurre la complessità gestionale e scientifica in una narrazione accessibile ma rigorosa, dove ogni scelta del giocatore è anche un gesto di responsabilità culturale. Rise of Ruins è, poi, anche un segnale economico importante, difatti, progetti come questo dimostrano come il digitale possa amplificare la sostenibilità del patrimonio archeologico del nostro Paese e l’accessibilità globale del videogioco, che è scaricabile gratuitamente su Google Play e App Store, trasforma Sepino e la sua Area Archeologica in un luogo virtuale visitabile da milioni di persone, con potenziali preziose ricadute sul turismo reale, sull’immagine territoriale e sull’educazione civica. Esiste anche, poi, un valore simbolico racchiuso nella rivalutazione delle periferie culturali come protagoniste di una nuova narrazione. Il Molise, regione spesso dimenticata dal grande circuito mediatico, che ha ribaltato la propria identità grazie all’intuizione dell’ormai famoso claim ‘Il Molise non esiste’, si propone ora come laboratorio nazionale per un modello di valorizzazione diffusa, capace di unire innovazione, formazione e identità. Il progetto di videogioco, peraltro, restituisce al concetto di ‘rovina’ una nuova dignità dinamica, vista non più solo come testimonianza di un immobile passato, quanto, invece, matrice di un futuro tutto da scrivere. E nel dialogo tra realtà archeologica e dimensione digitale, Fabio Viola e TuoMuseo disegnano con il Parco Archeologico di Sepino la prospettiva di una nuova economia della cultura, nella quale la memoria si traduce in esperienza che genera valore, una visione che parla di Italia: quella dei borghi, delle province, delle comunità che scelgono la cultura non come ornamento, ma come strategia di sviluppo. E se il gioco è una forma di pensiero, Rise of Ruins dimostra che il pensiero, quando sa giocare, può davvero trasformare la realtà.