Risiko bancario, Pinton (Unisin/Confsal): Chiediamo trasparenza e tutela dell’occupazione

in foto Luca Pinton

di Bianca Desideri

Il panorama del credito in Italia e in Europa sta attraversando una fase di profonda trasformazione, ricca di confronti e di nuove prospettive industriali. Il cosiddetto ‘risiko bancario’ muove importanti dinamiche sullo scacchiere economico, alimentando riflessioni e attese attorno a grandi aggregazioni, fusioni transfrontaliere e riassetti proprietari. Al centro di questo scenario si collocano dossier di grande rilievo: dalle tappe che riguardano Monte dei Paschi di Siena (MPS) e le partecipazioni pubbliche, fino alle strategie internazionali e domestiche dei grandi player come UniCredit, passando per gli equilibri che toccano il risparmio gestito e il comparto assicurativo. In questo quadro in continua evoluzione, il Sindacato si propone di accompagnare i cambiamenti con un’attenzione costante e costruttiva. Ne parliamo con il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Luca Pinton.

Il mondo del credito è alle prese con scelte che ridisegneranno il mercato creditizio con ricadute anche sulle lavoratrici e i lavoratori del Settore…
Le strategie industriali, le opzioni di mercato e le grandi operazioni internazionali o domestiche competono alle aziende e ai loro board. Noi non facciamo impresa né entriamo nelle scelte di business dei grandi gruppi. Il nostro compito istituzionale è monitorare gli impatti macroeconomici e le ripercussioni sui dipendenti. La nostra bussola resta ancorata alla responsabilità e alla tutela prioritaria delle lavoratrici e dei lavoratori, ripetendo in ogni sede che ogni operazione di sistema deve essere trasparente e lontana da logiche di mera speculazione.

Entrando nel dettaglio delle attuali dinamiche di mercato e osservando sia il progressivo disimpegno del MEF dal capitale di Monte dei Paschi di Siena sia le grandi manovre espansive dei principali gruppi come UniCredit, quali prospettive si delineano per l’intero comparto?
Il quadro finanziario odierno è estremamente complesso e si muove su un asse che unisce le partite domestiche — come il futuro del Monte dei Paschi di Siena e il disimpegno pubblico — alle grandi sfide europee e transfrontaliere portate avanti dai nostri player di punta. Gli osservatori indicano che questa fase di transizione e i possibili assetti industriali troveranno una definizione nei prossimi mesi. Per quanto ci riguarda, come Sindacato auspichiamo che ogni decisione futura tuteli l’integrità operativa, il forte legame con i territori e soprattutto le lavoratrici e i lavoratori e le loro professionalità.

Le dinamiche in corso coinvolgono scadenze di rilievo strategico per il sistema creditizio, tra cui le recenti determinazioni e i passaggi assembleari che interessano i principali gruppi nazionali. Quali garanzie vengono richieste in questa fase di transizione?
I grandi appuntamenti societari e le scadenze dei principali gruppi confermano la centralità del nostro sistema bancario nei grandi equilibri economici. La nostra priorità assoluta in ogni processo di integrazione o riorganizzazione resta la salvaguardia integrale dell’area contrattuale e dei livelli occupazionali. Eventuali sinergie operative non possono tradursi in interventi lineari penalizzanti per il personale; richiediamo che ogni percorso di ristrutturazione sia governato preventivamente attraverso gli strumenti negoziali esistenti, privilegiando soluzioni consensuali e favorendo, al contempo, il ricambio generazionale con nuove opportunità d’ingresso per i giovani.

Di fronte a un contesto così articolato e in costante mutamento, come dialogate con le lavoratrici e i lavoratori che vivono quotidianamente la realtà delle filiali e guardano al futuro con interrogativi e preoccupazioni?
Comprendiamo perfettamente l’ansia e l’incertezza che attraversano le filiali e gli uffici quando i mercati parlano di fusioni o riorganizzazioni. A chi ogni giorno garantisce con professionalità la tenuta del sistema bancario vogliamo dire che la nostra Organizzazione è presente a tutti i livelli, da quello nazionale fino al più stretto presidio territoriale. Nessuno sarà lasciato solo: la difesa dell’occupabilità e la tutela della dignità professionale restano la nostra ferma garanzia per il futuro di tutti.

Guardando agli assetti proprietari complessivi del settore e al dibattito sul progressivo disimpegno pubblico, quale contributo di visione intende offrire il Sindacato?
Qualsiasi evoluzione negli assetti proprietari delle banche italiane deve essere valutata con grande senso di responsabilità, avendo come punto di riferimento primario la stabilità del sistema e la tutela del risparmio. Il nostro ruolo è essere interlocutori autorevoli nei confronti delle istituzioni e dei grandi vertici per difendere la funzione sociale del credito, affinché il settore bancario mantenga intatta la sua missione di sostegno all’economia reale, alla crescita del Paese e, soprattutto, per difendere l’occupazione e la professionalità di coloro che quotidianamente operano nelle aziende e nei gruppi bancari.