Rituali quotidiani e transitorietà della vita: la riflessione nella memoria delle immagini di Stefanie Moshammer

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in foto Stefanie Moshammer, ph Anna Breit

La città di Pordenone accoglie dal 14 febbraio al 6 aprile 2026 la mostra della fotografa austriaca Stefanie Moshammer, che si colloca nella rassegna del Comune e dell’Assessorato alla Cultura della città friulana, prodotta ed organizzata da Suares con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’esposizione, realizzata in collaborazione con Fotohof, a cura di Marco Minuz, fa parte di un progetto che occuperà gli spazi del Museo Civico d’Arte Ricchieri e dei Mercati Culturali, nella Galleria “Die Gelbe Wand”. 

L’artista si forma con studi in design tessile a Vienna successivamente si laurea in Graphic Design & Photography a Linz e poi si specializza in Advanced Visual Storytelling in Danimarca.E’ autrice di sei volumi monografici (tra i quali Vegas and She, Land of Black Milk ed i recenti per Louis Vuitton Fashion Eye). 

Con il titolo Grandmother said it’s okay, l’artista ripercorre la memoria familiare in un’indagine intima e multiforme che, a distanza di anni, ricostruisce attraverso immagini ed oggetti quotidiani. Un viaggio nella profondità dell’animo che non è solo una analisi visiva ma una forma di emancipazione che consente alla Moshammer di rapportarsi con il proprio vissuto rielaborando attraverso il dialogo i momenti che hanno segnato il suo trascorso: le foto, i racconti e gli oggetti che hanno fatto parte della vita dei nonni nel Muhlviertel, in Alta Austria da cui traspaiono memorie di un’ esistenza semplice e soprattutto di un sano utilizzo e rispetto per le risorse quotidiane. 

Ricostruendo i suoi ricordi attraverso la fotografia crea una perfetta sintonia tra narrazione attraverso le immagini e allestimento fotografico, creando un intreccio di metafore visive. Il fruitore si trova coinvolto in questo percorso temporale e da attento spettatore coglie la rappresentazione della vecchiaia in tutte le sue manifestazioni di rituali quotidiani ma soprattutto afferra il messaggio della transitorietà e fugacità della vita. La mostra della fotografa è anche un momento di riflessione sul perdurare degli oggetti e su come si trasforma il nostro rapporto con le cose. L’esposizione alterna un’atmosfera mista tra umorismo stravagante e osservazione intima, in cui l’artista richiama un particolare contatto e ritorno alle origini nella casa in cui è cresciuta ed ai racconti dei suoi nonni evocando nelle sue opere ricordi che si trasformano in un momento di forte introspezione e riflessione artistica. 

Stefanie Moshammer si sposta tra foto e immagini in movimento, dalle installazioni ai testi fondendo sapientemente l’esperienza personale con l’osservazione sociale, esplorando spazi quotidiani che forgiano il comportamento e la memoria e, nel contempo, fronteggia con ironia e puntualità temi relativi alle tradizioni di generazioni ed ai mutamenti ambientali.

Grandmother said it’s ok è una sequenza di immagini che invitano il fruitore ad una riflessione sulla visibilità, sulla cura e sulla bellezza nascosta dietro le rughe della quotidianità.