Roma: animalisti, nuovo bando canili favorisce solo imprenditori randagismo

15

Roma, 5 ott. (Labitalia) – “Il Comune di Roma ha indetto un bando di gara per la gestione dei canili di Roma. Nel bando non vi è una sola parola o riferimento alle associazioni animaliste. Un bando che prevede un importo di gara di oltre 5 milioni di euro per tre anni (per la precisione 6.592.216 euro compresa Iva per 3 anni di servizio; 2.197.405 euro l’anno, comprensivo del 10% di utile previsto per l’impresa aggiudicataria); a presentarsi sono solo due imprenditori del randagismo, di cui uno è l’attuale gestore”. Così una nota delle associazioni animaliste Avcpp, Lav, Oipa, Animalisti Italiani e Lndc. “Il primo requisito prevede un fatturato di 2 milioni di euro negli ultimi 2 anni (2016/2017) e già da questo elemento si capisce come le associazioni animaliste vengano tenute lontane. Con un fatturato di tali dimensioni come requisito, per una associazione animalista è quasi impossibile poter partecipare alla gestione dei canili di Muratella e di Ponte Marconi. Questo riguarda la parte economica”, spiegano le associazioni.

Anche nell’offerta tecnica, dicono, “non vi è alcuna traccia di punteggi che premino le associazioni animaliste, ne di criteri preferenziali rivolti alle associazioni animaliste; e questo nonostante la circolare 14.05.2001 n. 5 del ministero della Sanità in attuazione della legge 281 del 1991 indichi che ‘le convenzioni per la gestione dei canili e dei rifugi devono essere concesse prioritariamente alle associazioni Onlus o agli enti aventi finalità di protezione degli animali’, mentre l’articolo 2 della legge regionale 34 del 1997 scrive che ‘i canili pubblici possono essere affidati in tutto od in parte in gestione, mediante convenzione, alle associazioni di volontariato animalista Onlus e per la protezione degli animali di cui all’articolo 23, comma 1′”, aggiungono le associazioni.

E l’offerta economica, rimarcano le associazioni animaliste, “neanche a dirlo, ‘offerta economicamente più vantaggiosa sul miglior rapporto qualità/prezzo’, ovvero al massimo ribasso”. “Ecco, è questo il succo della battaglia che ancora una volta si sta consumando tra le gabbie dei canili Muratella e Ponte Marconi, le uniche due strutture comunali rimaste aperte dopo la chiusura della Valle dei Cuccioli, di Villa flora e del rifugio Vitinia ex Poverello. Imprenditori privati a gestire e via le associazioni animaliste Onlus”, sottolineano Avcpp, Lav, Oipa, Animalisti Italiani e Lndc.

“Si continuano ad abbassare gli importi a base d’asta, riducendo i servizi ai cittadini e soprattutto minando il benessere degli animali. E’ un mero calcolo matematico: un’associazione Onlus senza scopo di lucro investe l’intero budget del proprio bilancio messo a disposizione dal Comune su: benessere animale, servizi al cittadino, informazione, progetti sociali volti a migliorare il sistema”, avvertono. “Senza margini di profitto del 10% e senza che la collettività sostenga il costo aggiuntivo del 22% di Iva, inoltre garantisce il benessere animale, promuove il rapporto uomo e animale nel rispetto reciproco del diritto alla vita e tutto senza dover conteggiare quanti euro dovranno essere messi in tasca a fine mese”, spiegano.

“Un privato invece ricava un margine di profitto dall’intero importo messo a disposizione dal bando (in questa gara il Comune di Roma ha previsto il 10% di utile di impresa) che si traduce in meno servizi al cittadino e minor personale impiegato, e meno personale significa meno informazione, meno comunicazione, meno benessere animale e assenza di qualsivoglia tutela dei diritti degli animali”, dicono le associazioni.

Il bando di gara “deve prevedere un modello che contempli corsie preferenziali per le associazioni animaliste e permettere ad esse di concorrere in modo equo ad un bando di gara giusto e volto a garantire il migliore servizio al cittadino e ai cani e gatti di Roma”, chiedono le associazioni precisando che “per questo le associazione animaliste Lav, Oipa, Aniamlisti Italiani, Lndc, sostengono Avcpp davanti al Tar Lazio per poter ribadire il proprio diritto a partecipare ai bandi per la gestione dei canili”. “Il 10 ottobre 2018 ci sarà la prima udienza che si dovrà pronunciare sulla sospensiva del bando di gara: un appuntamento importante e il primo atto a tutela di cani e gatti”, conclude la nota.