Roma, massacrato per 50 euro

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Roma, 30 mar. (AdnKronos) – Massacrato di botte e derubato nei pressi della Stazione Tiburtina a Roma. Immediato l’intervento degli agenti della polizia del commissariato Porta Pia e San Lorenzo che, arrivati sul posto, hanno seguito le indicazioni di un testimone e hanno inseguito due aggressori che stavano fuggendo a piedi in direzione della Tangenziale Est. Raggiunti immediatamente, i due, malgrado tentassero di opporre resistenza con calci e pugni, sono stati bloccati dai poliziotti.

G. A. e P. R. M. – entrambi romeni, rispettivamente di 23 e 19 anni – avevano mani e indumenti sporchi di sangue. Uno dei due, durante la colluttazione, ha lasciato cadere a terra una borsa nera contenente un computer portatile. Inoltre, indosso agli stessi è stata rinvenuta una banconota da 50 euro strappata e un telefono cellulare, di cui non hanno saputo giustificarne il possesso.

La vittima della rapina era riverso a terra nei pressi della fermata della metro: si tratta di un 34enne con il volto tumefatto e sanguinante. Prima di essere accompagnato in ospedale ha raccontato agli agenti di essere stato colpito violentemente e poi derubato dai due romeni fermati. La refurtiva recuperata è stata restituita alla vittima. Accompagnati negli uffici di polizia, i ladri sono stati arrestati per rapina aggravata e lesioni in concorso tra di loro.

COMITATO – Sull’aggressione all’uomo – un magazziniere – il ‘Comitato Cittadini Stazione Tiburtina’ sottolinea che “la situazione è nota da anni e l’abbiamo rappresentata più volte a Questore e Prefetto. La zona è in mano ad ubriaconi, tossici, parcheggiatori abusivi e sbandati di ogni tipo che, come avvenuto questa mattina, per 50 euro massacrano di botte una persona”.

”Noi residenti continuiamo a non poter parcheggiare sulle strisce blu senza pagare il pizzo ai parcheggiatori abusivi, continuiamo a non poter girare liberamente sotto casa la sera e continuiamo a subire irruzioni nei nostri palazzi durante la notte da parte di ubriaconi e sbandati: non ne possiamo più”.