Roma, tre coreografi per i 90 anni del Teatro dell’Opera. Sul palco i 150 allievi di Laura Comi

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In foto gli allievi della Scuola Danza dell'Opera di Roma

Accanto alle Scuole di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli e del Teatro Alla Scala di Milano c’è la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, le uniche istituzioni coreutiche in seno agli enti lirici italiani a sopravvivere alla crisi perdurante della danza. Uno status quo  che deprime migliaia e migliaia di ballerine e ballerini impegnati a cercar fortuna in ogni dove con le poche oasi felici rimaste in lungo e largo per la Penisola. E quest’anno la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma ha compiuto novant’anni, festeggiati già in autunno, da allestire in scena con uno spettacolo sempre più rispondente alle esigenze artistiche e didattiche degli oltre centocinquanta allievi agli ordini di Laura Comi, direttrice e già etoile al Teatro Costanzi. Dove domenica 7 luglio si tornerà in scena ed alla ribalta con una serata di repertorio sempre più trasversale con tre coreografi al servizio della Scuola di Danza capitolina ed un grande titolo della tradizione classica ottocentesca quale “Lo Schiaccianoci” di Lev Ivanov e Piotr Ilich Ciaikovskij ripreso per l’occasione con un divertissement ad opera degli insegnanti interni della scuola di via Ozieri. Ma è proprio la direttrice della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera Laura Comi ad entrare nei dettagli, chiarendo da subito che il programma di quest’anno si compone di coreografie dallo stile dissimile tra loro. Durante il percorso di studi che proponiamo, gli allievi hanno la possibilità di incontrare maestri e coreografi di diversa provenienza artistica. La serata del 7 luglio rappresenta una sintesi del lavoro svolto durante l’anno. Tramite lo studio assiduo e quotidiano, l’attenzione, come sempre, è finalizzata alla realizzazione di uno spettacolo in cui la Scuola di Danza dimostra nel migliore dei modi, come lo studio tecnico sia al servizio dell’evoluzione artistica. La serata si apre con due creazioni realizzate proprio per i nostri allievi: “Imago” del maestro Giorgio Mancini sulle musiche di Joseph Haydn, Jean-Philippe Rameau e Christoph Willibald Gluck. A seguire “Geometrie per due quintetti” del maestro Eugenio Scigliano sullo spartito di Luigi Boccherini. Segue poi la coreografia “Turnpike” del maestro Mauro Bigonzetti, ripresa da Annamaria Galeotti su musiche di Johann Sebastian Bach, che gentilmente ha concesso alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma di riportare in scena questo suo lavoro del 1991 con un gruppo di ragazzi del settimo e dell’ottavo corso. La serata si chiude con “Schiaccianoci divertissement” dei maestri Ofelia Gonzalez e Pablo Moret sulle musiche naturalmente di Piotr Ilich Ciaikovskij. Un classico del nostro repertorio che impegna ragazzi dal quinto all’ottavo corso stimolandoli nella tecnica, nello stile e nell’interpretazione. Insomma un programma articolato che desideravo portare in scena per una più completa presentazione della Scuola di Danza, e per premiare il lavoro dei ragazzi e di tutto il corpo docente.

In foto Laura Comi

E come non rendere onore agli insegnanti di una scuola che si conferma e cresce ogni anno? Basti pensare ai vari Silvia Curti, Ofelia Gonzalez, Gaia Straccamore, Alessandro Bigonzetti, Alessandro Molin, Pablo Moret e Gerardo Porcelluzzi. Oltre all’insegnante di repertorio classico Gaia Straccamore, all’insegnante del corso di fisiotecnica e propedeutica alla danza Valentina Canuti ed all’insegnante del corso di storia, teoria e cultura musicale Giuseppe Annese mentre i maestri accompagnatori al pianoforte sono Alice Michahelles, Sergio Di Giacomo e Samuel Tanca. Tutti nel cuore di Laura Comi e nella mente del soprintendente Carlo Fuortes che non ha mai sottovalutato il comparto danza della Fondazione che dirige, precisando anche in questa occasione che la qualità artistica e la crescita delle professionalità dell’intera Fondazione partono proprio dai più giovani. A loro si dona quotidianamente il meglio della nostra conoscenza e competenza, a loro si guarda con gli occhi pieni di speranza per la cultura ballettistica del nostro Paese. Il lavoro svolto da Laura Comi e dal suo staff è lodevole e la passione che lo anima uno stimolo per tutti noi. Così come non si è tirato indietro quando con Laura Comi si è pensato al Corso biennale per Insegnanti di Danza Classica istituito in Fondazione per garantire al popolo della danza una valida alternativa alla professione di ballerino. Un futuro di qualità come nella tradizione della scuola di via Ozieri e sul palco di un Teatro Costanzi sempre più da sold out.