Rosatellum, Verdini show al Senato

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Roma, 26 ott. (AdnKronos) – Denis Verdini in aula a palazzo Madama rivendica con orgoglio l’apporto di Ala al varo definitivo di provvedimenti importanti come la legge elettorale. Per il senatore è l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa in sede di dichiarazioni di voto finale, ovviamente favorevole, sul ‘Rosatellum’: “In quest’aula, quando si è trattato di contare i nostri voti, si è rinnegata perfino l’aritmetica ma questo consente di rivendicare a me stesso e al mio gruppo, con orgoglio, tutto quello che abbiamo fatto, a partire dal ruolo di supplenza politica che abbiamo svolto, tutelando la stabilità e l’interesse del Paese, ogni volta che un provvedimento ci è sembrato andare nella direzione giusta, ignorando gli stupidi strali che ci venivano quotidianamente rivolti”.

Il ‘Rosatellum” è “la migliore legge possibile in questo momento, è frutto di un compromesso, come lo è tutta questa legislatura” nata da elezioni che non hanno dato una maggioranza, ha detto Verdini. “Si dice che la maggioranza è cambiata perché è Art.1 è uscito e c’è il nostro ingresso? Non è vero. Noi c’eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino all’ultimo giorno della legislatura”, ha sottolineato Verdini definendosi “Ecce homo”, alla luce degli insulti ricevuti in questi anni.

“Noi siamo quelli – ha sottolineato – che hanno consentito al Paese di fare uno scatto in avanti sul fronte dei diritti, rendendo possibili le unioni civili – e avremmo votato anche la step child adoption. Così come voteremo il testamento biologico, quando e se arriverà in aula”. Un sì annunciato, a titolo personale, anche sullo ius soli.

“E siamo quelli – ha proseguito – che hanno contribuito a mettere in sicurezza i conti pubblici, votando il Def senza essere in maggioranza, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa perché la casa è un patrimonio da difendere per i ricchi come per i poveri, la riduzione dell’Irap, il superammortamento per gli investimenti, la rottamazione delle cartelle. E poi: siamo stati leali con Letta, con Renzi e anche con Gentiloni, nonostante la sua costante indifferenza”.

“Si è detto e scritto – continua – che una norma di questa riforma è stata realizzata per consentirmi di essere candidato all’estero. E’ solo una delle tante stupide falsità dette sul mio conto. Io non so se mi ricandiderò, ma se lo farò sarà sicuramente in Italia. Semmai un giorno – e non lo auspico – il Veneto o la Lombardia conquistassero l’indipendenza, forse potrei candidarmi là, per battermi, da vecchio repubblicano, per l’Unità d’Italia”.

Il M5S è uscito dall’Aula mentre parlava Verdini. “E’ uno spettacolo indecente vedere l’Aula del Senato che ascolta l’intervento di Denis Verdini, venuto oggi a raccogliere gli applausi per il suo capolavoro politico che consegna il Paese alla coppia Renzi-Berlusconi”, afferma il senatore del M5S, Vito Crimi. “Noi a questa vergogna non partecipiamo, per questo siamo usciti dall’Aula. Il regista di questa legge elettorale – continua – è Verdini e suo e dei suoi uomini è il sostegno che permette l’approvazione del Rosatellum. Hanno messo le regole del gioco della democrazia in mano a un uomo plurimputato e re dei cambi di casacca”.