Rotary Napoli Nord, De Felice: IA, la governance deve essere mondiale e assecondare l’etica. Europa in ritardo

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“È fondamentale avere una governance mondiale dell’Intelligenza Artificiale. È impossibile pensare di poter legiferare da un solo punto di vista su un processo che è globale per definizione. Questo può avvenire, tuttavia, se si prende consapevolezza del fatto che l’Intelligenza Artificiale è una grandissima opportunità per potenziare la risposta dell’umanità alle sfide che è chiamata ad affrontare, ma bisogna farlo con la lente dell’etica». Lo ha dichiarato Fabio De Felice, a margine dell’incontro dal titolo “Coltivare un’innovazione etica: tecnologia e intelligenza artificiale al servizio dell’umanità nell’era digitale per un futuro sostenibile”, organizzato dal Rotary Club Napoli Nord, presieduto da Francesco Tavassi.

Fabio De Felice è professore di Ingegneria all’Università degli Studi di Napoli Parthenope e fondatore di Protom. È componente della task force Digitalization del B20, il Business Forum del G20. È autore del volume “Il Mondo Nuovissimo” (Luiss University Press), del quale De Felice è autore insieme con Roberto Race. L’incontro è avvenuto nell’ambito del programma “Sostegno ai giovani: il futuro delle opportunità”, voluto da Francesco Tavassi.

“Oggi gli Stati Uniti fanno un investimento in Intelligenza Artificiale di circa 80 miliardi, la Cina di circa 60. L’Europa di 5 miliardi” – spiega Fabio De Felice –. Le istituzioni europee dovrebbero, a mio parere, stabilire di aumentare questi investimenti così da renderci attori più significativi. Ma se l’Europa pensa che aumentando gli investimenti possa concorrere alla gara per lo sviluppo degli algoritmi, la battaglia è persa”.

“Invece – suggerisce in conclusione De Felice – sulla parte dei contenuti e di come indirizzarli, noi possiamo giocare una partita importante e avere un ruolo centrale. Gli investimenti vanno dunque diretti sul cosiddetto “use case”, cioè sul migliore utilizzo dell’AI. In questo senso, ritengo che, come Italia ed Europa, abbiamo da insegnare ai grandi plutocrati della Rete”.