Il capoluogo campano approva in Consiglio comunale l’adesione alla definizione agevolata delle entrate locali. Pronto il modello per i Comuni, mentre per i contribuenti la finestra per le istanze si aprirà a settembre. Tutti i dettagli e il calendario della sanatoria
di Gennaro Nunziato*
La macchina della definizione agevolata per gli enti territoriali è ufficialmente partita. Con la pubblicazione sul sito di Agenzia delle Entrate – Riscossione del modello di adesione riservato ai Comuni e alle Province, prende forma l’estensione della “rottamazione quinquies” introdotta dalla legge di conversione del decreto fiscale (legge 88/2026 di conversione del DL 38/2026). Tra le grandi metropoli italiane che hanno scelto di cogliere questa opportunità spicca il Comune di Napoli, il cui Consiglio comunale ha formalmente approvato le delibere necessarie per consentire a cittadini e imprese la regolarizzazione delle pendenze fiscali e patrimoniali arretrate.
Inizialmente, la versione della rottamazione quinquies contenuta nella Legge di Bilancio 2026 escludeva tassativamente le partite riferite ai tributi locali, limitando l’alveo applicativo ai soli carichi derivanti dai controlli automatizzati delle dichiarazioni annuali statali. Sebbene la medesima legge finanziaria avesse introdotto una disposizione a regime per permettere agli enti locali di deliberare autonome sanatorie sulle entrate proprie (con il solo vincolo di non intaccare la sorte capitale), la mancanza di un quadro operativo chiaro rischiava di sovraccaricare gli agenti della riscossione con compiti non previsti dalla legge.
Per superare l’impasse è intervenuto l’articolo 10-quinquies del DL 38/2026, estendendo le regole della rottamazione statale anche alle entrate degli enti locali, pur con precise differenze legate alla tempistica e alla tipologia di somme interessate.
Il primo tassello di questo mosaico spetta proprio alle amministrazioni comunali: come ricordato nel comunicato stampa di AdER del 9 giugno, gli enti territoriali devono inviare via PEC il modello di adesione, unitamente alla copia dell’atto deliberativo. Il termine per adottare e trasmettere la delibera consiliare è fissato tassativamente entro il 30 giugno 2026, salvo la proroga – quasi certa – all’esame del Senato all’interno del Decreto legge accise (DL 63/2026). Gli enti locali, una volta presa la decisione di aderire, non dispongono di alcun potere di intervento o modifica sulle regole della sanatoria, le quali restano interamente delineate dalla legge nazionale.
Recependo tempestivamente il mutato scenario normativo e le istanze del tessuto economico locale, il Consiglio comunale di Napoli ha dato il via libera definitivo all’adesione alla sanatoria delle cartelle. I lavori del consesso cittadino si sono conclusi portando in approvazione le delibere chiave volte a incanalare i carichi pendenti nel perimetro della definizione agevolata nazionale.
A Napoli la scelta non si configura come un mero adempimento formale, ma come un intervento calcolato per alleggerire la pressione fiscale sui contribuenti in difficoltà materiale, provando al contempo a eliminare i residui attivi dell’ente e a ottimizzare i flussi di cassa effettivi.
In base alle regole stabilite dalla legge e ai chiarimenti di AdER, la definizione agevolata dei tributi locali abbraccia tutte le entrate, sia tributarie che non tributarie, a patto che siano state affidate ad Agenzia delle Entrate – Riscossione entro la data spartiacque del 31 dicembre 2023. Restano tassativamente escluse dalla sanatoria le sole somme che derivano da sentenze di condanna pronunciate dalla Corte dei conti.
Un ulteriore elemento di fondamentale importanza, ribadito dal comunicato di AdER, riguarda le modalità di riscossione: la rottamazione quinquies locale si applica esclusivamente ai ruoli affidati all’agente nazionale della riscossione (AdER). Non sono pertanto incluse nel beneficio le somme riscosse direttamente dagli enti locali o tramite i concessionari privati abilitati operanti sul territorio.
Definita la mappa delle adesioni municipali entro fine giugno, la palla passerà ad AdER e, successivamente, ai contribuenti napoletani e italiani. Il cronoprogramma ufficiale prevede le seguenti tappe:
- entro il 15 settembre 2026: AdER metterà a disposizione dei soggetti interessati l’elenco dei carichi potenzialmente rottamabili.
- dal 16 settembre al 31 ottobre 2026: I debitori potranno presentare formalmente la domanda di adesione, esclusivamente utilizzando le modalità telematiche previste sul portale della riscossione.
- entro il 31 dicembre 2026: L’agente della riscossione trasmetterà ai richiedenti la liquidazione esatta delle somme dovute.
Il pagamento del debito residuo (dal quale saranno espunti sanzioni e interessi, secondo i dettami della rottamazione statale) potrà essere dilazionato in un piano di rientro particolarmente esteso, capace di arrivare fino a un massimo di 54 rate bimestrali. La scadenza per il versamento della prima (o unica) rata è fissata al 31 gennaio 2027.
Per Napoli e per i molti comuni che stanno perfezionando l’invio dei modelli, la rottamazione quinquies rappresenta l’ultima chiamata utile per incassare quote di crediti altrimenti di dubbia esigibilità, offrendo al contempo un polmone di ossigeno pluriennale ai contribuenti che intendono mettersi in regola.
*segretario della Camera degli Avvocati Tributaristi di Napoli





































