Il ruolo sociale delle imprese

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in foto dipinto di Paolo Righi

“Vivere bene e vivere onestamente è tutt’uno”
Platone

di Ugo Righi
La business Roundtable è una grande associazione di imprese americane, ne riunisce oltre 180 con 15 milioni di dipendenti e recentemente ha aggiornato i suoi valori.
Al centro ci sono i contributi di responsabilità nei confronti di lavoratori, ambiente e comunità.
Recentemente ha definito, con forza e formalmente, che “accanto alla massimizzazione dei profitti, ogni impresa deve avere come scopo quello di arricchire la vita dei propri collaboratori, dei consumatori, dei fornitori e delle comunità, servendo gli azionisti in modo etico e rispettando l’ambiente”,
Questo segna in modo forte il principio che il successo del business è determinato dal valore dei comportamenti di chi lavora nei sistemi, e che i comportamenti di valore sono caratterizzati da competenza e motivazione.
La motivazione è la condizione mentale di chi dice a se stesso e agli altri “ho buoni motivi per avere questo comportamento perché così facendo ho dei benefici, dei vantaggi che mi permettono di vivere meglio con me stesso e con gli altri.”
Chi è motivato quindi agisce per aumentare la possibilità di ottenere risultati.
Quando i sistemi sono funzionanti, questo interesse coincide con chi ha il potere, perché (chi ha potere) lo sa usare come “verbo” (possibilità) che consente e favorisce il fare, e capisce che tutto dipende dalla forza di come si fanno le cose.
Che l’impresa abbia successo è lo scopo comune dell’imprenditore e del collaboratore perché solo così entrambi possono stare meglio e far star meglio chi ha a che fare con loro.
“Sono motivato ad ottenere risultati e devo darmi da fare per essere più bravo, in quanto dal raggiungimento dei risultati per l’impresa dipende il raggiungimento dei miei risultati personali, e quindi tra i miei risultati personali c’è il raggiungimento dei risultati dell’impresa”
La motivazione e la competenza dei collaboratori sono quindi i due principali pilastri strategici su cui dovrebbe puntare una organizzazione che vuole avere successo.
Sono due aspetti intrecciati.
Un soggetto è motivato quando agendo riesce ad avere successo e questo successo diventa per lui vantaggioso in termini di riconoscimenti e quindi di qualità della sua vita.
Ma la possibilità di avere successo dipende dalla sua competenza in azione e quindi dalla consistenza del valore della sua azione che è tanto più alto quanto più è il risultato dinamico di concettualizzazione astratta, organizzazione riflessiva, sperimentazione attiva, applicazione concreta.
Quindi la sua motivazione è condizione del successo, e il successo rialimenta la motivazione e con questa il desiderio di ottenere di più e quindi aumentare la propria competenza intesa come potenzialità in azione.
Le imprese illuminate lo stanno capendo, e quindi stanno passando dal fare formazione a sviluppare processi d’apprendimento realizzativo, che oltre che aumentare i risultati in termini di profitto migliorano la qualità della vita.
Nei sistemi evoluti la motivazione di chi collabora non ha un significato banalmente strumentale ma etico: quello che faccio conviene all’impresa, a me e al sistema, quindi è una cosa buona. E anche bella.
Un capo che all’interno di un sistema non fa crescere queste componenti, non serve a nulla. Anzi, è dannoso!