Russi in intercettazione: “Abbiamo materiale compromettente per Trump”

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Washington, 30 mag. (AdnKronos) – L’intelligence americano ha intercettato una conversazione tra funzionari governativi russi che discutono di informazioni potenzialmente “compromettenti” per Donald Trump e alcuni suoi principali collaboratori. La Cnn rivela l’esistenza di questa intercettazione, fatta durante la scorsa campagna elettorale, e specifica che le informazioni in possesso dei russi sarebbero di natura finanziaria.

Secondo le fonti citate dall’emittente americana, due ex funzionari dell’intelligence e uno del Congresso, dalla conversazione intercettata emerge che i russi credevano di “poter influenzare l’amministrazione usando queste informazioni”.

Una conclusione che, avvertono comunque le fonti della Cnn, l’intelligence ha preso con la dovuta cautela dal momento che non esclude che i russi stessero “esagerando” oppure che la stessa conversazione facesse parte della campagna di disinformazione condotta da Mosca durante le elezioni.

“I russi possono aver esagerato la loro possibilità di avere un’influenza” su Trump e i suoi consiglieri, precisa una delle fonti che non indica però nessuno in particolare, spiegando che sui nomi erano stati messi degli ‘omissis’ nel rapporto ricevuto dall’intelligence. Era stato comunque già rivelato che esistono intercettazioni di funzionari russi che si vantano della relazione che hanno con diversi consiglieri di Trump, compreso l’ex consigliere per la Sicurezza Nazionale, Mike Flynn, e l’ex presidente della campagna elettorale, Paul Manafort.

La Casa Bianca ha ovviamente smentito la notizia della Cnn: “Ecco un’altra tornata di affermazioni false e non verificate fatte da fonti anonime per infangare il presidente. La realtà è che la revisione dei redditi del presidente ha mostrato che non ha nessun legame finanziario” con la Russia.

La Casa Bianca si riferisce alla lettera pubblicata nelle scorse settimane dagli avvocati di Trump che hanno condotto questa revisione senza rendere però noti i documenti, dal momento che Trump si rifiuta di pubblicare le sue dichiarazioni dei redditi.