Russia, il settore Difesa stuzzica gli italiani. Embargo blocca gli affari

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“Molte aziende italiane vorrebbero collaborare con noi nel settore della difesa”, ma a causa delle sanzioni “purtroppo” non è possibile, mentre la cooperazione nel campo della produzione civile è la “variante flessibile attualmente percorsa. Così ad askanews Sergey Chemezov, amministratore delegato di Rostec Corporation (ex direttore generale del colosso dell’export di armamenti Rosoboronexport), presidente dell’Unione russa per l’ingegneria e la meccanica, nonchè generale delle forze armate russe. Rostec è una società di Stato russa istituita alla fine del 2007 per promuovere lo sviluppo, la produzione e l’esportazione di prodotti industriali high-tech per il settore civile e della difesa. Riunisce circa 700 entità che formano 14 holding: undici operano nel settore dell’industria della difesa e tre nel civile. Rostec fornisce merci a oltre 70 Paesi in tutto il mondo. E oggi realizza il 60% della produzione militare russa. Chemezov ha colto l’occasione di sottolineare che ci sono altri spazi di “collaborazione” con le imprese italiane, al momento preclusi dalle sanzioni, in occasione del Forum Economico di San Pietroburgo, la Davos russa, dove ha partecipato alla tavola rotonda “Russia-Italy: A new standard in economic cooperation and development” organizzata dall’associazione Conoscere Eurasia. Rostec attualmente è in partnership con Pirelli, per la produzione di pneumatici in Russia. “Abbiamo discusso il rapporto tra le impreserusse e italiane in materia di cooperazione e di sanzioni. Come Rostec, abbiamo lavorato con molte aziende italiane. Il nostro partner principale è Pirelli, con cui abbiamo acquisito un’impresa che è oggi la nostra joint venture. Ossia due impianti di pneumatici, a Voronezh e Kirov”. Entro la fine del 2017 tutto sarà a regime. “L’impianto di Voronezh – dice Chemezov – è completamente rinnovato, ha subito una modernizzazione profonda, iniziata nel 2016 e subito lanciata a pieno regime. Nella fabbrica di Kirov continua la sua ristrutturazione e l’aggiornamento, penso che prima della fine dell’anno completeremo il processo e avere l’impianto funzionante”. Considera questa cooperazione un successo? “La nostra joint venture fa reddito, è stata progettata soprattutto per il mercato russo, inizialmente”. Ma nel momento in cui ci sono state flessioni di mercato interno, i pneumatici sono stati esportati anche all’estero”.